Export cereali dall’Ucraina in Europa in crescita, merito dei prezzi competitivi

Le proteste degli agricoltori, in Italia così come nel resto dell’Europa, stanno imperando nelle piazze, a suon di trattori e manifesti. Una situazione particolarmente difficile e delicata che ha fatto da sfondo a Fieragricola, tenutasi a Verona nei giorni scorsi, in occasione della quale i rappresentanti del settore agricolo si sono ritrovati per parlare di innovazione e sostenibilità.

Non solo, perché la 116esima edizione ha dato molto spazio a un Paese che, finalmente, sta vedendo ripartire la propria agricoltura: si tratta proprio dell’Ucraina, tuttora immersa in un clima caratterizzato da tensioni e scontri con la Russia, ma estremamente decisa a trovare proprio nel comparto agricolo una via d’uscita. “Sono a Fieragricola perché l’Ucraina è interessata a sviluppare rapporti nel settore primario – ha esordito Yaroslav Melnyk, ambasciatore d’Ucraina in Italia – Per noi esportare materie prime agricole è fondamentale, in quanto è una voce importante dell’economia del nostro Paese. Siamo grati all’Italia, che ci dà un sostegno enorme, così come estremamente significativo è l’aiuto mostrato ieri a Bruxelles dalla Commissione europea per l’Ucraina”.

Cereali, mais e frumento in quantità

Nonostante la guerra, l’Ucraina è riuscita a incrementare l’export di cereali: tra gennaio e novembre 2023, infatti, sono state 39,6 milioni le tonnellate di cereali esportate, per un valore di 7,4 miliardi di dollari.

Il trend è positivo anche per il mais: l’Ucraina ne ha collocato sul mercato ben 22,8 milioni di tonnellate, il cui 58% è stato destinato all’Unione Europea.

L’export ucraino è cresciuto anche verso l’Italia, con +72,29% nei primi 11 mesi 2023; parlando di volumi, ha raggiunto 2,13 milioni di tonnellate di mais, diventando così il terzo Paese di destinazione dell’Ue dopo Spagna e Romania. Le altre due nazioni che, insieme all’Italia, stanno accogliendo le maggiori quantità di mais ucraino sono Cina ed Egitto (rispettivamente il 21% e il 10% della quota di mercato).

Rimanendo in ambito cerealicolo, tra gennaio e novembre 2023, l’Ucraina ha esportato anche 14,4 milioni di tonnellate di frumento, con il 51% dei volumi destinati all’Unione Europea. In questo contesto, l’Italia rappresenta il 3% dell’acquisto, ritirando oltre 482mila tonnellate, seguita da Spagna e Romania.

frumento

Uscendo dall’Unione Europea, le altre destinazioni di frumento ucraino coinvolgono Turchia (16%), Egitto (8%), Bangladesh (6%), Indonesia (3%) e Libano (3%). Questo perché i cereali ucraini hanno prezzi molto competitivi: le quotazioni del prodotto (147 dollari a tonnellata) sono inferiori rispetto a Brasile (226 dollari), Argentina (235 dollari) e Stati Uniti (247 dollari).

A contribuire è anche il prezzo medio di export di grano tenero che, con 155 dollari a tonnellata, è di gran lunga inferiore rispetto a Unione europea (253 dollari) e Stati Uniti (304 dollari).

Infine, tenendo comunque conto di una piccola frenata nei primi 11 mesi del 2023, anche le esportazioni di soia sono aumentate: +84,98% in volume e + 50,93% in valore con l’Unione europea che rappresenta il primo mercato di sbocco.

Ue, Ucraina e solidarietà

Nel frattempo, la Commissione Europea ha raggiunto l’accordo tra i 27 Stati Membri per l’approvazione di un pacchetto di aiuti da 50 miliardi in 4 anni a favore dell’Ucraina, compreso il rinnovo a partire da giugno dell’esenzione dei dazi doganali di cui possono usufruire i prodotti agricoli che entrano in Ue.

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