Etichettatura avvertenze sanitarie su bevande alcoliche: Irlanda approva e procede, Lollobrigida non ci sta

É ufficiale: l’Irlanda sarà, a partire dal 2026, il primo Paese dell’Unione Europea a dotare tutte le bevande alcoliche di un’etichettatura riportante i rischi per la salute derivanti, appunto, dal consumo di alcol, compresi quelli legati ai tumori.

A confermare la decisione è stata la firma del Ministro della Salute Stephen Donnelly del Public Health (Alcohol) (Labelling) Regulations 2023 e sulle restanti disposizioni della Section 12 of Ireland’s Public Health (Alcohol) Act. Secondo questa normativa, tutte le etichette applicate sui prodotti alcolici irlandesi dovranno includere non solo le classiche informazioni obbligatorie, come i grammi di alcol e il contenuto calorico, ma anche tutta una serie di avvertimenti sui rischi per la salute associati al consumo di alcol (in gravidanza e non), oltre che sul pericolo di incorrere in tumori e malattie epatiche.

Centres for European Policy Network: “L’iniziativa irlandese dovrebbe essere attuata in tutta Europa”

Secondo il Centres for European Policy Network, cioè il centro di studi specializzato sulle politiche europee con competenze economiche e giuridiche specifiche, quanto deciso dall’Irlanda è più che ragionevole, tanto che dovrebbe essere esteso e unificato in tutta Europa.

Andrea De Petris, giurista e direttore scientifico del Cep a Roma, dopo aver esaminato le conseguenze della decisione presa dall’Irlanda, ha dichiarato: “Alla luce dei rischi sanitari, sociali ed economici dell’alcol, l’iniziativa irlandese dovrebbe essere attuata in tutta Europa”. Il suo pensiero è il risultato di un lungo confronto con l’esperta di salute del Cep di Friburgo, Nathalja Nolen, e l’economista del Cep di Parigi, Victor Warhem.

In particolare, Warhem sostiene che avere un’unica etichettatura permetterebbe anche ai piccoli produttori di essere coinvolti sul mercato in quanto, diversamente, non potrebbero probabilmente sostenere i costi di etichette e cartellini diversificati. A confermarlo è lo stesso De Petris: “Un’etichetta uniforme non è solo nell’interesse della salute, ma è anche vantaggiosa per il mercato interno europeo”, ha aggiunto.

Da parte sua, la Commissione avrebbe tacitamente accettato l’iniziativa irlandese; pertanto, secondo gli esperti Cep, tutte le aziende europee che desiderano continuare a fornire vini e altre bevande alcoliche in Irlanda non avranno altra scelta se non adottare la loro etichetta. Contrariamente, dovranno rinunciare a esportare prodotti dal valore di 8 miliardi di euro annui.

Ma non solo, perché aderire a un’etichetta come quella irlandese sarebbe anche un’ottima opportunità di salvaguardare la salute dei consumatori, così come sottolineato da Nathalja Nolen: “Secondo ormai le unanimi ricerche scientifiche, il consumo di alcol può causare ingenti danni alla salute. In questo contesto, un’etichetta uniforme per tutta l’UE sarebbe poi la soluzione più sensata”“

Il ministro Francesco Lollobrigida si oppone all’etichettatura irlandese

Com’era facilmente prevedibile, il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida ha mostrato il suo netto disappunto sulla decisione irlandese, definendola “non ragionevole” (al contrario di quanto sostenuto dal Cep di Roma).

Secondo Lollobrigida, infatti, questo sistema sarebbe condizionante e discriminatorio nei confronti di uno dei prodotti principali dell’export italiano, cioè il vino. “Difenderemo dall’aggressione di etichettature illogiche le nostre produzioni di eccellenza – ha ribadito – e continueremo a mettere in campo tutte le azioni possibili, a partire da quelle promozionali, per spiegare con puntualità i benefici che derivano da un consumo moderato di vino”.

Francesco Lollobrigida – Fonte: rossorubino.tv

Già in occasione del Vinitaly 2023, Lollobrigida si era mostrato del tutto contrario all’etichettatura completa di avvertenze sulla salute sulle bevande alcoliche: “Dire che il vino nuoce gravemente alla salute significa negare l’evidenza. Bere con moderazione, infatti, ha anche degli effetti positivi sulla salute. Stigmatizzare la qualità di questo prodotto – aveva dichiarato – serve ad indirizzare il consumatore verso altri prodotti, magari quelli iperprocessati come le bevande con alta presenza di zuccheri”.

Da sempre, infatti, il ministro dell’agricoltura ha dichiarato di essere favorevole a delle etichette informative e non condizionanti: “Lavoriamo a un sistema di etichettatura sul quale le persone possano trovare tutte le informazioni utili ad un acquisto consapevole, come i benefici legati ad un consumo moderato – aveva già sottolineato – e non solo dei rischi dettati da un abuso che, evidentemente, è sconsigliato”.

Etichettatura del vino: quali sono le informazioni (attualmente) obbligatorie?

Ma quali sono queste informazioni che, almeno allo stato attuale, devono essere obbligatoriamente riportate dall’etichettatura di un vino e, più in generale, di un prodotto alcolico?

Intanto, bisogna partire dal significato di “etichettatura”, che consiste nell’insieme di diciture, termini, marchi di fabbrico o commercio, immagini o simboli che indicano imballaggio, documento, etichetta, nastro o fascetta che accompagnano un prodotto.

Tra tutti gli alimenti e le bevande che devono rispettare le norme sull’etichettatura, il vino ovviamente si trova in prima linea, soprattutto in Italia: secondo la legge, infatti, il consumatore ha il diritto di ricevere risposte chiare sul prodotto e le informazioni devono essere raggruppate in un unico campo visivo.

etichetta-vino
Informazioni obbligatorie etichetta vino – Fonte: viniperbacco.com

Le indicazioni imprescindibili che devono essere riportate da un’etichetta di vino sono 7:

Denominazione di vendita

La denominazione di vendita indica la tipologia di prodotto contenuto nella bottiglia; nel caso specifico del vino, per esempio, bisogna indicare se si tratti di un vino con denominazione d’origine/indicazione geografica o di un vino varietale.

Indicazione dell’azienda imbottigliatrice

É obbligatorio indicare sempre l’imbottigliatore in etichetta nel caso in cui differisca dal produttore. Questo serve a tutelare il consumatore che, in qualunque momento, deve essere in grado di individuare l’ultimo anello del processo produttivo, cioè l’imbottigliatore.

Prodotto in Italia

Uno dei requisiti imprescindibili e immancabili nell’etichetta di un vino è il suo Paese di provenienza. In alcuni casi può provenire da diversi Paesi dell’Ue, quindi si parlerà di “vino della Comunità Europea” oppure di “miscela di vini di diversi Paesi della Comunità Europea”; altre volte, invece, può essere importato da Paesi extraeuropei, quindi sarà una “miscela di diversi Paesi non appartenenti alla Comunità Europea” o una “miscela di vini di… (nomi dei Paesi di provenienza)”.

Volume nominale

La quarta informazione obbligatoria è il volume nominale, che può essere espresso in litri, centilitri o millimetri categoricamente attraverso gli acronimi “l”, “cl” e “ml”.

Percentuale di alcool sul volume

La percentuale di alcool sul volume è un’indicazione obbligatoria in quanto è sempre necessario reprimere il consumo eccessivo di prodotti alcolici; di conseguenza, se da un alto si cerca sempre di valorizzare il prodotto per le sue caratteristiche visive, olfattive e gustative, dall’altra bisogna tutelare la salute del consumatore finale.

Lotto

Il lotto indica un insieme di unità di vendita di bottiglie prodotte e confezionate in contesti identici; ciascun insieme viene identificato con un codice di lotto, che può essere scelto dall’imbottigliatore, ed è fondamentale per la rintracciabilità del prodotto.

Solfiti e altri allergeni

In ultimo, l’etichetta deve indicare la presenza di solfiti e allergeni: i primi si formano naturalmente nel vino, quindi mostrano se ci siano state o meno addizioni; di conseguenza, non sempre bisogna indicarne la presenza o la quantità, a meno che la loro concentrazione non superi i 10 mg (per i quali scatta l’obbligo di segnalazione).

Per gli allergeni, infatti, il discorso cambia: la loro presenza deve essere indicata obbligatoriamente, a prescindere dalla loro quantità.

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