Ecco le prime bottiglie di Albugnano 549, la Doc del Piemonte che viene da lontano

Le prime bottiglie di Albugnano 549 arrivano sul mercato; un progetto voluto e sostenuto dall’Associazione Albugnano 549, che da tre anni si impegna per valorizzare e tutelare il territorio e i suoi vini

Ventitré anni dal riconoscimento della Doc, tre dalla nascita dell’associazione che intende valorizzare e tutelare il territorio, il suo vino e la sua identità storica e culturale. Oggi, dopo un lungo percorso, arriva il momento della presentazione delle prime bottiglie di Albugnano 549.

Tempistiche, queste, da rispettare, come vuole il disciplinare: prima di essere immesso sul mercato, infatti, l’Albugnano 549 deve affinarsi per 18 mesi in legno e 6 mesi in bottiglia. Un invecchiamento necessario per esaltare al meglio le caratteristiche di questo vino rosso a base Nebbiolo nato tra le colline dell’Alto Nebbiolo del Monferrato.

Nove i produttori della zona che, tre anni fa, hanno creduto nel progetto, dando il via a una nuova avventura per il Piemonte dei vini; da allora, il numero è cresciuto, arrivando oggi a 13.

L’associazione Albugnano 549 deve il suo nome proprio all’altezza sul livello del mare del comune di Albugnano – un chiaro esempio di come il legame tra il territorio e il suo vino sia imprescindibile. Il vino, oltre che ad Albugnano, può essere prodotto anche nei piccoli comuni limitrofi: Castelnuovo Don Bosco, Passerano Marmorito e Pino d’Asti. Zone, queste, dalla lunga tradizione vitivinicola: nonostante, infatti, la Doc sia stata riconosciuta soltanto nel 1997, tracce di produzione di vino si attestano tra queste colline addirittura al XII secolo.

A guidare i produttori, l’enologo Gianpiero Gerbi, attento a vigilare sulla produzione e sulla qualità finale del vino. Perché l’obiettivo, come sottolinea la stessa Associazione, è quello di far uscire l’Albugnano Doc dal confine dei quattro comuni piemontesi, per diventare ambasciatore della biodiversità del territorio. Un territorio ricco di natura, arte, gastronomia e tradizioni.

“Abbiamo obiettivi ambiziosi – aggiungono dall’associazione – che perseguiamo senza forzare i tempi. Come facciamo con il nostro vino”.

 

 

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