DOCG Erbaluce, la denominazione del vino piemontese è in crescita: + 77% in 20 anni

Una crescita che segna più 77,3% di ettari coltivati in vent’anni: la DOCG Erbaluce si fa strada nel panorama vitivinicolo piemontese aprendosi non solo al mercato italiano, ma anche a quello estero. Una piccola denominazione dalle grandi prospettive, che dà il benvenuto al 2022 con la speranza di non veder fermare il suo trend positivo.

Crescita DOCG Erbaluce: i numeri

Al momento, i territori di produzione dei vini Erbaluce DOCG rappresentano ‘soltanto’ lo 0,5% del vigneto Piemonte. Ma la strada che questa denominazione ha fatto in vent’anni è davvero tanta.

A presentare i dati sull’andamento della produzione e dell’ultima vendemmia di Erbaluce DOCG è stata Cascine Piemontesi. Una nuova realtà, questa, creata da Confagricoltura, e dal Consorzio di Tutela dell’Erbaluce, del Carema doc e del Canavese doc. Come riportato da Ansa, “la piccola docg della zona morenica eporediese, con una storia plurisecolare alle spalle, proviene da 227 ettari di vigneto e coinvolge 300 operatori (i produttori sono 288, i vinificatori 39, gli imbottigliatori 35, ma in alcuni casi i ruoli si sovrappongono). Il tutto, con un potenziale di quasi 1 milione e mezzo di bottiglie per ogni annata”.

Più 77,3%, dunque, gli ettari di vigneti dedicati alla produzione di Erbaluce DOCG in vent’anni. E il mercato risponde in maniera positiva. La denominazione, infatti – continua la nota Ansa – “sta riconquistando quote sul mercato italiano e piace sempre più all’estero, in particolare negli Stati Uniti e nel Nord Europa, con le sue tre versioni di Erbaluce DOCG: fermo, spumante e passito“.

Dove vengono prodotti i vini DOCG Erbaluce?

La zona di produzione dei vini Erbaluce DOCG si trova in provincia di Torino. In particolare, come si legge nel sito del Consorzio – è l’anfiteatro morenico di Ivrea il cuore viticolo del Canavese. Le terre di evidente origine glaciale sono una zona ideale per la coltivazione della vite. Il microclima è mite, protetto dalle colline ed equilibrato dalla presenza di numerosi laghi. La quadratura del cerchio è rappresentata dal beneficio di una costante ventilazione generata dalle vicine alpi valdostane”.

Qui, vengono prodotte tre tipologie di vino piemontese: il Carema DOC, il Canavese DOC e il Caluso DOCG. Quest’ultimo, in particolare, viene prodotto partendo dal vitigno Erbaluce, pianta estremamente versatile che permette, infatti, di produrre tre diverse etichette:  Erbaluce di Caluso DOCG, Erbaluce di Caluso DOCG Spumante, Erbaluce di Caluso DOCG Passito.

Vitigno Erbaluce DOCG in crescita: il Piemonte del vino sorride anche per l’annata 2021

La crescita di ettari di vitigni per la produzione di Erbaluce DOCG è anche testimonianza della salute del vino piemontese. Una regione che, accanto a denominazioni celebri, come Nebbiolo, Asti, Barbera e Barbaresco (solo per citarne alcuni) dimostra di investire e puntare anche su vitigni storici del territorio piemontese. E anche la raccolta non è stata da meno: il resoconto sulla vendemmia 2021 in Piemonte uscito a metà dicembre parlava di un’annata a cinque stelle. Si inserisce in questa scia anche la vendemmia 2021 Erbaluce DOCG. “L’ultima annata è giudicata “buona-ottima”, con particolari prospettive per il passito 2021, che si potrà bere dal 2025 dopo il necessario invecchiamento” conclude la nota.

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