Come diventare enologo in Italia: quali studi fare

L’enologo è una figura professionale sempre più richiesta nel settore vinicolo, con molteplici opportunità di lavoro. La sua attività varia a seconda della dimensione e dell’importanza dell’azienda, ma può anche operare come libero professionista offrendo servizi di consulenza. Come enologo, si occupa della gestione e dell’organizzazione della lavorazione dell’uva, dalla raccolta alla fase di imbottigliamento. Per diventare enologo, è necessario seguire alcuni studi specifici. Nei prossimi paragrafi, andremo a vedere quali sono le mansioni dell’enologo, quanto guadagna di stipendio e come intraprendere una carriera nel mondo del vino.

Cos’è un enologo: significato e definizione

Prima di scoprire come diventare un enologo, dobbiamo capire cosa è un enologo, qual è la sua definizione e il significato di enologia. La parola deriva dal greco, e più precisamente dall’unione di due parole, ovvero “oìnos”, che significa vino, e “logos”, che significa studio, pertanto l’enologia è lo studio del vino, in particolare quella disciplina che si focalizza sul processo di trasformazione dell’uva in vino e sul processo produttivo in sé, comprendente le tecniche di lavoro che operano in questo processo.

L’enologo, quindi, è il professionista che supervisiona l’intero processo di produzione del vino, suggerendo i prodotti da acquistare, controllando il funzionamento dei macchinari, occupandosi di monitorare le tecniche di lavorazione, nonché dell’applicazione delle norme di igiene e conservazione. Questa figura professionale, che deve essere altamente specializzata, si occupa anche della vendita finale dei prodotti ai clienti.

Un enologo può lavorare in team all’interno delle grandi aziende vinicole, oppure essere dei consulenti o liberi professionisti e collaborare con più aziende.

L’enologo, invece, non è da confondersi con il sommelier: se l’enologo si occupa di tutto quello che viene prima, ovvero dell’intero processo di lavorazione fino all’imbottigliamento, il secondo si occupa su quello che viene dopo, ovvero quando il processo di lavorazione è già completato, della proposta e dell’assaggio del prodotto finito.  

Cosa fa un enologo: lavoro e mansioni

Come scritto in precedenza, l’enologo è una figura professionale altamente specializzata che si occupa dei processi di produzione del vino, supervisionando diverse operazioni, come l’analisi e la scelta della materia prima, la vendemmia, la vinificazione, l’imbottigliamento, la vendita e la promozione. Da queste informazioni, è scontato sottolineare che per diventare un enologo è necessario studiare con grande dedizione, seguendo un iter accademico specifico (nel paragrafo seguente vedremo quali studi fare).

Indipendentemente dalle dimensioni dell’azienda, gli enologi si occupano di gestire i processi di produzione e di monitorare la qualità dell’uva, controllando la fermentazione e impegnandosi nello sviluppo del prodotto, verificando le caratteristiche chimiche e organolettiche del vino e gestendo i tempi d’imbottigliamento, indagando i trend del settore, e occupandosi della distribuzione, tramite tecniche di promozione, gestione delle operazioni commerciali, controlli sulla conformità legale, redazione e aggiornamento dei relativi registri. Inoltre, controlla che l’impianto di vinificazione e quello di stoccaggio funzionino in modo corretto e che vengano rispettate le leggi in vigore e le disposizioni igienico-sanitarie. Inoltre, l’enologo si si occupa anche di alcune attività di marketing, come l’etichettatura, la vendita e la promozione.

Le responsabilità di un enologo variano in base alle dimensioni della cantina o del vigneto, ma il ruolo di questa figura professionale non cambia.

Quali studi fare per diventare enologo

Se si vuole intraprendere una carriera nell’enologia, ci sono alcuni passaggi da seguire per ottenere le competenze e qualifiche necessarie. In primo luogo, è fondamentale conseguire almeno una laurea di primo livello in viticoltura ed enologia, un corso triennale che si tiene presso le Facoltà di Agraria o di Scienze Agrarie e Alimentari di molte università italiane. Durante questi programmi di studio, gli aspiranti enologi possono apprendere le tecniche e le teorie della vinificazione, nonché le diverse varietà di uve e vini esistenti e cosa le rende uniche.

Una volta ottenuta la laurea triennale, è raccomandato seguire corsi di aggiornamento e specializzazione periodici organizzati da università, associazioni ed enti del settore. Questi corsi servono per tenersi sempre al corrente sulle ultime novità del settore e acquisire nuove competenze tecniche. Inoltre, gli enologi possono studiare materie affini come orticoltura, biologia, chimica e scienze alimentare per ampliare la propria conoscenza del settore, oppure seguire attività formative, alcune delle quali sono offerte da Assoenologi.

Il riferimento normativo è la Legge n. 129 del 10 aprile 1991, la quale stabilisce che il titolo di enologo può essere riconosciuto a chi sia in possesso di diploma conseguito presso gli istituti tecnici agrari con specializzazione in viticoltura ed enologia (il corso dura 6 anni), per poi frequentare un corso biennale presso una scuola diretta a fini speciali in tecnica enologica istituita da università statale o legalmente riconosciuta e superarlo.

L’alternativa prevede il diploma di laurea, come scritto in precedenza, e l’esercitazione di attività professionale continuativa per almeno 3 anni nel settore vitivinicolo.

Infine, anche chi è in possesso del diploma di scuola secondaria superiore rilasciato da istituti tecnici a indirizzo agrario o chimico e che abbia esercitato attività professionale continuativa per almeno 8 anni nel settore dell’enologia può ottenere il titolo di enologo.

Sbocchi professionali

Acquisite le competenze necessarie, è possibile lavorare nelle cantine, nelle enoteche, nelle aziende vitivinicole. Si può iniziare principalmente in 3 modi:

  • Fare apprendistato;
  • Fare uno stage;
  • Ottenere un lavoro stagionale.

Inoltre, si può acquisire esperienza anche lavorando in bar e ristoranti, specializzandosi principalmente negli abbinamenti tra cibo e vino, oppure scrivendo articoli sul vino per siti e riviste online o cartacee o pubblicazioni locale, o ancora diventando sommelier o lavorando nella vendita di attrezzature per la produzione del vino, solo per fare qualche esempio.

Tra le prime cose da fare, inoltre, figura lo sviluppare la propria rete di contatti professionali, ad esempio frequentando gruppi e club di degustazione, oppure partecipando alle fiere del settore, mantenendo relazioni positive e durature con fornitori, venditori e clienti.

Quanto guadagna un enologo?

Quanto guadagna un enologo dipende da diversi fattori, come il livello di esperienza e il tipo di contratto lavorativo. In media, uno specialista del vino può guadagnare dai 1.200 euro netti mensili se ha meno di 3 anni di esperienza fino a 3.000 euro se ha più di 20 anni di lavoro alle spalle. Tuttavia, i compensi possono variare notevolmente a seconda del grado di responsabilità del ruolo.

Se si lavora come dipendente di un’azienda vitivinicola, il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per i Quadri e gli Impiegati Agricoli prevede uno stipendio medio netto intorno ai 1.400 euro mensili per un enologo senza esperienza. Tuttavia, se si lavora come consulente esterno, i guadagni possono variare a seconda delle prestazioni offerte all’azienda e dell’esperienza professionale dell’enologo.

In generale, un enologo esperto può guadagnare fino a 4.000 euro mensili per ruoli di grande responsabilità.

Related Posts

Ultimi Articoli