Dematerializzazione dei registri vinicoli, la protesta

I piccoli produttori manifestano con una lettera il dissenso sull’obbligo di invio telematico dei registri di cantina.

La lettera, inviata al Ministro dell’Agricoltura Maurizio Martina il giorno 05 marzo 2017, condanna l’imposizione dei registri dematerializzati e la burocrazia che ne consegue.

In base al decreto N.239 del 20 marzo 2015 a partire dal 31 dicembre 2016 è entrato in vigore l’obbligo di invio telematico dei dati relativi alla gestione dei registri vinicoli, finora vidimati in forma cartacea.

Duecento sono le aziende da tutta Italia che hanno aderito alla protesta, criticando ed elencando le innumerevoli procedure burocratiche alle quali stanno già adempiendo: patentini, corsi e procedure che richiederebbero annualmente un mese di lavoro e un minimo di 2000€ di spese.

“Sembra che l’obiettivo sia quello di ostacolare la partecipazione delle piccole aziende al Mercato Globale” così termina la prima parte della lettera che ci descrive la situazione attuale vista dalla parte delle micro imprese, dalle quali è composta la maggior parte del nostro sistema agricolo.

Alla fine del testo i vignaioli minacciano una campagna di disobbedienza civile nel caso in cui le istituzioni ignorassero le otto richieste elencate all’interno della lettera.
“in pochissimi giorni su questa proposta abbiamo raccolto 200 adesioni; con altrettanto poco tempo siamo certi di poter coinvolgere migliaia di agricoltori”.

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