Dati produzione vino 2017: quantità e qualità eterogenee in tutta Italia.

Gli eventi climatici eccezionali che hanno caratterizzato il nostro paese negli ultimi mesi mostrano adesso il conto, dati definitivi alla mano, di una produzione decimata: tutte le regioni italiane hanno registrato decrementi produttivi, con punte anche del 45% in alcune zone come la Toscana, il Lazio, l’Umbria e la Sardegna.
I dati raccolti da Assoenologi evidenziano una produzione di circa 15 milioni di ettolitri in meno rispetto al 2016.
Nel Centro-Sud Italia il caldo anomalo e la siccità, hanno messo a dura prova i vigneti nei mesi di luglio, agosto e buona parte di settembre. Le condizioni climatiche, aggravate dalla carenza di riserve di acqua nei terreni, hanno causato una forte perdita di peso dei grappoli, mentre le precipitazioni del mese di settembre che hanno colpito alcune aree, hanno contribuito a migliorare più i livelli qualitativi che quelli quantitativi.
I vigneti del Nord invece hanno potuto beneficiare, durante l’estate, di piogge provvidenziali, purtroppo spesso accompagnate da forti grandinate che, in alcuni casi, hanno compromesso parte della produzione.
Fortunatamente, grazie soprattutto all’oculata gestione dei vigneti e all’eventuale disponibilità di acqua da irrigazione, ci sono state anche zone che non hanno riscontrato problemi eccessivi.
Quantità e qualità eterogenee in tutta Italia dunque.
Le uve, da un punto di vista sanitario, sono state conferite alle cantine perfettamente sane, ma con differenti maturazioni e, spesso, con grappoli molto disidratati.
La qualità risulta comunque complessivamente buona, anche se eterogenea, a fare la differenza, sempre di più, l’approccio scientifico degli enologi, in particolare nella conduzione dei vigneti.

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