Cresce l’export di bio made in Italy nel mondo: a trainare sono pasta e vino

I prodotti biologici made in Italy stanno riscuotendo un grande successo in tutto il mondo, tanto da aver registrato nel 2023 un incremento del +8% rispetto al 2022.

Per quanto riguarda l’Europa, la Germania si conferma come primo mercato di destinazione dei prodotti bio italiani sia per il food, sia per il vino. Il secondo posto è occupato dal Benelux, seguito dai Paesi del Nord (Danimarca, Norvegia, Svezia, Finlandia, Groenlandia, Isole Far Oer e altri).

I dati provengono dall’ultima indagine di ITA.Bio, la piattaforma online che raccoglie i dati e le informazioni proprio in riferimento all’internazionalizzazione del biologico made in Italy, condotta da Nomisma con il supporto di Ice Agenzia e FederBio. Un focus particolare è stato dedicato proprio ai Paesi del Benelux, cioè Paesi Bassi, Belgio e Lussemburgo, dove il trend italiano è assolutamente positivo.

Consumo prodotti bio

Questa crescita in questa determinata zona è determinata principalmente da un target di consumatori abbastanza giovane e, quindi, avvezzo e sensibile al tema della sostenibilità e, soprattutto, del costo. Il risultato è che il 72% dei consumatori ha deciso di acquistare prodotti bio nell’ultimo anno per via di una maggiore sicurezza alimentare e per un desiderio di rispettare il tema delicato della sostenibilità ambientale e sociale.

Gli acquirenti, poi, acquistano prodotti bio made in Italy soprattutto al supermercato (78%). Nel loro carrello della spesa prevalgono frutta e verdura (43%), latte (32%) e cibo per bambini (32%). In questa panoramica, l’Italia si trova sul podio della classifica dei Paesi dai quali provengono i prodotti alimentari di migliore qualità, almeno nella percezione dei consumatori.

Vino e pasta, i più amati (e acquistati) all’estero

Il settore bio italiano all’estero è capeggiato da vino e pasta, seguiti da formaggi e olio extravergine di oliva. Nel corso del 2023, circa il 60% degli appassionati internazionali di vino ha consumato almeno una volta un vino italiano e, di questi, uno su quattro ha preferito un prodotto bio. 

A giocare a favore di questa tendenza, sempre in particolare nel Benelux, è la tracciabilità dei prodotti (il 28% dei consumatori ritiene che sia motivante acquistare un prodotto con un’etichetta che certifichi la provenienza italiana delle materie prime), insieme alla marca. A tal proposito si è espressa Silvia Zucconi, Chief Operating Officer Nomisma: “Informazioni e comunicazione giocano un ruolo fondamentale nell’accrescere l’attuale consumer base di prodotti biologici italiani: il consumatore del Benelux chiede maggiori garanzie rispetto alla provenienza e alla tracciabilità dei nostri prodotti, tanto che l’idea di un marchio Bio italiano che certifichi l’origine 100% Made in Italy delle materie prime è una iniziativa accolta positivamente da parte del 49% dei consumatori”.

Pasta e vino made in Italy

Si è accodato Tindaro Paganini, dg Ufficio Ice Bruxelles: “Come dimostrano i dati, il mercato del Benelux presenta potenziali opportunità per le imprese italiane che operano nel settore bio. Nonostante il peso significativo del fattore prezzo nelle scelte di consumo in quest’area – ha evidenziato – il consumo di prodotti biologici, mediamente più cari, è in crescita. A spiegare questa tendenza sono fattori come una crescente consapevolezza dei consumatori circa l’agricoltura biologica e un’attenzione alla qualità dei prodotti, percepita superiore nel biologico. In questo contesto, a fronte di un crescente interesse da parte delle aziende Biologiche italiane verso questo mercato – ha concluso – il nostro ufficio di Bruxelles organizza ogni anno la partecipazione di collettivi di aziende alla fiera Biobeurs, una borsa dedicata al bio dove si riunisce l’intera filiera del biologico e altri eventi in Benelux in favore del settore agroalimentare italiano, che vedono sempre la partecipazione di numerose aziende del settore bio”.

Anche Aldo Cervi, Responsabile Internazionalizzazione e Progetti Filiera FederBio, ha voluto sottolineare l’importanza del bio per l’export made in Italy: “Il biologico si conferma l’elemento trainante dell’intero export agroalimentare made in Italy. Il grande apprezzamento del biologico a livello internazionale nasce dalla combinazione dell’alta qualità delle eccellenze enogastronomiche italiane con il valore della sostenibilità, dato dalla certificazione biologica che tutela la fertilità del suolo e la salute delle persone e degli ecosistemi. La crescente sensibilità verso il benessere animale e le tematiche ecologiche sono i driver che guidano l’espansione delle esportazioni di bio. L’internazionalizzazione rappresenta dunque un’importante leva di sviluppo per le aziende italiane dell’agroalimentare biologico. Per incrementare ulteriormente le esportazioni di bio made in Italy – ha aggiunto – sono fondamentali soluzioni come la piattaforma ITA.Bio, nata da una sinergia tra Ice e FederBio, che supporta le aziende interessate ad avviare o consolidare la presenza nei mercati, fornendo informazioni e contatti utili per orientare le proprie strategie commerciali”.

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