Cotarella sul Dpcm: “Capiamo il difficile momento, ma è un duro colpo”

Il Presidente di Assoenologi parla a Ansa: “Al governo chiediamo di rivedere certe decisioni anche perché si fa fatica a comprendere perché alcune attività debbano chiudere alle 18 nonostante rispettino tutte le normative vigenti anti Covid”

Non poteva mancare la voce di uno dei più autorevoli uomini del vino italiano. Dopo le parole di Sandro Boscaini (federvini-gravi-preoccupazioni-per-gli-effetti-delle-nuove-restrizioni-anti-covid), anche Ricccardo Cotarella, presidente di Assoenologi, esprime il suo parere sul Dpcm presentato nella giornata di domenica dal Presidente del Consiglio Conte.

“La chiusura dei ristoranti alle ore 18 è un duro colpo che penalizza fortemente ancora una volta il mondo del vino – dice Cotarella a Ansa, e aggiunge: “comprendiamo molto bene il difficile momento che si sta vivendo con la nuova ondata di casi Covid ma il nuovo Dpcm firmato dal presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, rischia seriamente di mettere la parola fine a tante attività commerciali dislocate sul territorio nazionale, con riflessi drammatici per l’economia italiana”.

La misura arriva su tutto il territorio nazionale dopo che, nei giorni scorsi, già in Lombardia il Presidente della Regione aveva scosso gli animi del mondo del vino per la decisione di non vendere alcolici dopo le 18. Già allora, le reazioni da parte del settore erano state tante e decise, sottolineando l’importanza di non fermare una realtà, quella del vino, fondamentale per l’Italia e già segnata dalle conseguenze dell’ emergenza Covid-19. (“Follia vietare vendita vino dopo le 18” la replica del Consorzio Vino Chianti alla Lombardia – leggi l’articolo completo).

“Per il settore che rappresento – dice ancora Cotarella – la contrazione dei consumi sarà inevitabile e il tutto avviene nel momento in cui si stava tentando di rimettere in moto il sistema dopo il lockdown di primavera. Al governo chiediamo di rivedere certe decisioni anche perché si fa fatica a comprendere perché alcune attività debbano chiudere alle 18 nonostante rispettino tutte le normative vigenti anti Covid“.

“Se il decreto, in virtù dell’aumento espositivo dei contagi, non potrà essere rivisto – conclude il presidente di Assoenologi – chiediamo che almeno il governo sostenga economicamente fin da subito i produttori di vino, oltre che i ristoratori e tutti gli imprenditori penalizzati dal Dpcm, per garantire loro almeno la sopravvivenza”. La chiusura, infatti, ha un impatto non indifferente sull’economia: secondo l’analisi della Coldiretti, infatti, tirare giù le serrande alle 18 per bar, gelaterie, pasticcerie, trattorie, ristoranti e pizzerie avrà effetto negativo sull’agroalimentare nazionale, con una perdita di fatturato di oltre un miliardo per le mancate vendite di cibo e bevande nel solo mese di applicazione delle misure di contenimento (leggi l’articolo completo).

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