Consumo di vino in Europa, Uiv: “E’ intrinsecamente moderato”

Al convegno “Consumo moderato di vino e dieta mediterranea”, a Bruxelles, l’Unione Italiana Vini ha avanzato 2 proposte all’Unione Europea.

Il consumo di vino in Europa e in particolar modo in Italia è “intrinsecamente moderato”. Preso atto di questo, l’Unione Europea riconosca il ruolo di tutti gli stakeholder per promuovere la consapevolezza dei consumatori insieme a soluzioni legislative condivise. E’ l’invito che l’Unione Italiana Vini, tramite il Presidente Lamberto Frescobaldi, ha espresso in un convegno sul tema a Bruxelles, sulla scia delle discussioni europee su “consumo e abuso”.

Il consumo di vino, “intrinsecamente moderato”

“Secondo l’Oms, il vino rappresenta oggi solo l’11,7% dell’alcol complessivamente consumato nel mondo, il 44,8% è imputabile agli spirits e il 34,3% alla birra”.

Sono le parole del presidente di Unione italiana vini, Lamberto Frescobaldi, intervenuto ieri a Bruxelles al convegno “Consumo moderato di vino e dieta mediterranea“. L’ha organizzato ICE Agenzia in collaborazione con Uiv.

“Nell’UE, il consumo è in calo dal 2008 e ha registrato una contrazione complessiva del 24% tra il 2010 e il 2020″, ha aggiunto Frescobaldi.

I modelli di consumo

Si tratta di un modello di consumo intrinsecamente moderato, in particolar modo in Italia. Si riflette in una partecipazione attiva di tutto il comparto alla promozione del bere responsabile.

Il vino italiano“, ha proseguito Frescobaldi, “è e vuole essere riconosciuto come un ambasciatore del patrimonio dell’Unione Europea. E’ un asset in termini di biodiversità, tutela del paesaggio, tradizione, storia, artigianato, lifestyle e, certamente non da ultimo, economici”.

Considerando sia la filiera diretta che correlata, il vino made in Italy dà infatti occupazione a quasi 900 mila persone in circa 530 mila aziende. Il fatturato complessivo nel 2022 ha superato i 30 miliardi di euro.

Il Presidente ha ricordato le indicazioni emerse dall’analisi presentata a Vinitaly 2023 dall’Osservatorio Uiv-Vinitaly e Prometeia.

Si tratta di un indotto a “regia manifatturiera” e ad altissima propensione per l’export che rappresenta una leva fondamentale per la sopravvivenza di alcuni territori.

Le proposte Uiv

“Vogliamo lavorare assieme alle istituzioni europee non solo per migliorare l’educazione al consumo moderato di vino“, ha aggiunto Frescobaldi. “Ma anche per trasferire a livello legislativo l’attenzione alla trasparenza e alla tutela dei nostri prodotti che da sempre caratterizzano il nostro comparto”.

“Ci troveranno preparati e pronti a sostenere l’evoluzione e il cambiamento, purché fondati sui presupposti di qualità e sostenibilità che valorizzano il nostro lavoro e i nostri territori”, ha concluso.

Al convegno sono intervenuti anche il presidente del Ceev, Mauricio Gonzalez Gordon, Stefano Verrecchia, Rappresentante Permanente aggiunto dell’Italia all’Unione Europea, e gli europarlamentari Paolo De Castro e Herbert Dorfmann.

L’evento inoltre ha visto i contributi scientifici del prof. Ursula Fradera, del prof. Ramon Estruch e del prof. Attilio Giacosa, membro del comitato scientifico di IRVAS, Istituto Ricerca su Vino, Alimentazione e Salute.

Il voto sulla distinzione tra abuso e consumo

In queste settimane dal Parlamento Europeo è arrivato un voto in particolare che va nella direzione di confermare la necessità di distinguere tra consumo e abuso di bevande alcoliche, come il vino, anche a livello istituzionale.

A far male è l’abuso, non il consumo: il voto della Commissione ambientale del Parlamento Europeo va proprio in questa direzione.

Il Manifesto di Toledo sul consumo di vino

Poco prima il congresso scientifico “Lifestyle, diet, wine & health” di Toledo ha portato a un Manifesto che sottolinea come consumi moderati, anche nel vino, contribuiscano a una dieta sana.

L’Unione italiana vini ha espresso apprezzamento in merito a quanto emerso proprio nel corso della giornata conclusiva dell’evento.

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