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L’appena rieletto Presidente del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani Matteo Ascheri risponde ai microfoni de I Grandi Vini. Insieme parliamo di export, eventi, obiettivi e del vino del Piemonte che sarà.

L’inizio di un nuovo percorso

Dopo la prima elezione avvenuta nel 2018, Matteo Ascheri è riconfermato alla guida del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani. L’assemblea dei soci ha, dunque, scelto di scommettere sulla continuità, forte anche dei risultati raggiunti nel corso del mandato. La prima domanda che poniamo al Presidente del Consorzio fa leva proprio sul legame tra il primo e il secondo mandato e su quello che c’è di buono da portare avanti.

Presidente, quali sono i punti di forza del suo precedente mandato su cui pensa di voler puntare anche in questo nuovo ciclo?” chiediamo.

“Sicuramente, la gestione delle denominazioni attraverso lo strumento delle consulte – risponde Ascheri -. C’è poi la promozione, con un focus particolare sulla denominazione Langhe, tra le più rappresentative e inclusive della nostra realtà. Punti fondamentali anche la sostenibilità ambientale, con il rafforzamento del progetto di logistica green Ecolog e l’attenzione all’etica del lavoro agricolo“.

Consorzio tutela Barolo Barbaresco Langhe Dogliani

I numeri del Consorzio

Con 10mila ettari di vigneti, 527 cantine associate e 10 denominazioni tutelate, il Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani rappresenta una delle realtà più significative del vino italiano. E i numeri confermano che il lavoro che è stato fatto può dare i suoi frutti.

“Nonostante le problematiche di quest’ultimo anno e mezzo partiamo da una base solida – continua Ascheri -. Nei primi cinque mesi del 2021, infatti, le nostre denominazioni hanno registrato risultati molto buoni, con un +19,7% sull’imbottigliato e punte del 26-28% per Barolo e Barbaresco”.

Nel 2021, per dar vita a misure di sostegno ai produttori, il Consorzio ha anche attivato una collaborazione con Intesa SanPaolo, con il vino che si fa pegno per credito alle imprese.

Export: il Presidente del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani guarda all’estero

Tra i canali più importanti per il Consorzio, c’è l’export. “Barolo e Barbaresco sono le denominazioni che hanno maggiore mercato estero – ci spiega il Presidente -. Rispettivamente circa il 80% e 60%. I primi paesi di destinazione di questi vini sono USA, Canada, Germania, UK e Scandinavia”.

Nuovi mercati da intercettare?” chiediamo

“Continuo a pensare che la grande sfida sia la Cina – risponde Ascheri -. Un mercato complesso ma che bisogna comprendere ed iniziare a a gestire e su cui magari vedremo i risultati solo sul lungo periodo. Parallelamente è importante continuare a lavorare sui mercati maturi come USA e Europa per consolidare i risultati raggiunti”.

Il Paese del Dragone è, d’altronde, sempre più attento alle eccellenze vitivinicole che arrivano dall’Italia. Lo dimostra il successo di Vinitaly in Cina, lo scorso Aprile, ma anche delle iniziative di molti Consorzi, tra cui il Chianti. Per quanto riguarda gli Stati Uniti, invece, la recente sospensione dei dazi sui prodotti europei ha fatto tirare all’Europa un sospiro di sollievo. Uno stop di cinque anni che darà tempo – si spera – per trovare un accordo definitivo sul lungo periodo e chiudere definitivamente la disputa.

Consorzio tutela Barolo Barbaresco Langhe Dogliani

Fiere ed eventi: sì o no?

L’attenzione si sposta poi sugli eventi del vino, che, dopo oltre un anno di incertezze, tornano a fissare nuove date. E a svolgersi in presenza. “L’autunno 2021 si fa affollato, con diversi appuntamenti in programma, tra cui Vinitaly Special Edition e la Milano Wine Week. Parteciperete come Consorzio?

“Personalmente credo sia ora di fermarsi un attimo a riflettere e ripensare al concetto delle fiere del vino così come le conosciamo – ci dice il Presidente del Consorzio di Tutela del Barolo Barbaresco Alba Langhe e Dogliani -. In questi quasi due anni senza fiere molti dei nostri produttori hanno venduto la stessa quantità di vino, se non di più, nonostante l’assenza di eventi. Questo dovrebbe farci capire che il format è stato molto utile in passato, ma ora dimostra segni di stanchezza. E che non sono tanto i produttori ad avere bisogno delle fiere quanto il contrario. Per questo motivo, come Consorzio, non parteciperemo”.

Enoturismo: gli eventi in Piemonte nell’estate 2021

Diverso, invece, il discorso relativo agli eventi “a casa propria”, con le cantine del Consorzio pronte ad accogliere i winelovers. “Cosa ha in programma il Consorzio quest’estate per i turisti che sceglieranno di visitare i territori del Barolo, Barbaresco e Langhe?” chiediamo.

“Saremo main partner di Collisioni ad Alba – festival di letteratura e musica in collina (ndr) – e in questa occasione lanceremo anche la nuova campagna promozionale dedicata al Langhe DOC. Ci stiamo, poi, preparando a una nuova edizione in presenza della Barolo & Barbaresco Academy, il corso di formazione dedicato ai professionisti di settore, per settembre”.

Sguardo al futuro

Dopo un excursus tra temi diversi, ma attuali, come export, fiere e vendite, c’è spazio anche per un’ultima domanda che ci proietta più lontano.

Da qui ai prossimi 3 anni, dove vede le vostre denominazioni?” 

“Barolo, Barbaresco e Langhe andranno ad aumentare di valore, riconoscibilità e prestigio – se il trend che abbiamo osservato nei primi 5 mesi del 2021 andrà consolidandosi. Prevedo anche un ruolo sempre più importante della vendita diretta in cantina, dal momento che i produttori stanno investendo molto nell’hospitality”.

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