Castel Gandolfo: primi due ettari di vigneto nella Città del Vaticano

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Barbatelle messe a dimora a primavera per il progetto coordinato da Riccardo Cotarella presidente dell’Associazione Enologi Italiani

Saranno a breve impiantati a Castel Gandolfo, nei terreni della residenza estiva papale, i primi vigneti della Città del Vaticano. Un progetto che porterà alla produzione della bevanda per eccellenza legata al Cristianesimo e più volte citata nelle sacre scritture.

Nella storia dell’uomo spesso il vino ha avuto un ruolo centrale. Anche la tradizione Cristina impone alla bevanda degli dei una funzione particolare. Il vino è citato più volte sia nell’Antico che nel Nuovo Testamento: nella terra di Israele coltivare la vite, oltre ad essere immagine di abbondanza e prosperità, assume, per un popolo che vuole mettere radici, un gesto legato anche alla fondazione e alla volontà di stabilirsi.

Il vino poi, insieme al pane, nel Cattolicesimo diventa simbolo della presenza di Cristo. Quindi la messa a dimora, nei prossimi mesi primaverili, delle prime barbatelle del progetto che porteranno alla nascita di due ettari vitati assume in sé un valore ancor più simbolico. Ancora non si è a conoscenza delle varietà ma il coordinatore del progetto è una garanzia: dalla Santa Sede è stato scelto per seguire i lavori Riccardo Cotarella, presidente dell’Associazione Enologi Italiani e della Union International des Oenologues. Possiamo immaginare che la prima produzione enoica della Città del Vaticano probabilmente non andrà mai in commercio: si tratterà di un vino destinato al consumo interno, come dono o per condividerlo in occasioni speciali.

Fonte WineNews

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