Cantine Ermes: un mosaico di identità dalla Sicilia all’Emilia Romagna

Rosario Di Maria racconta l’evoluzione di Cantine Ermes, cooperativa multiregionale simbolo dell’odierna tendenza alla collaborazione tra cantine

Dai vigneti del nonno nella Valle di Belìce, in provincia di Trapani, a una cooperativa presente in 6 regioni italiane che vanta 15 milioni di bottiglie vendute in 42 Paesi al mondo e oltre 13.600 ettari di terreno: Rosario Di Maria, Presidente di Cantine Ermes, è il testimone di un processo di accorpamento e unificazione che porta alla nascita di grandi gruppi vinicoli.
La tradizione e il ricordo vivido delle origini portano Rosario a indicare Epicentro, Nero D’Avola Riserva nato per ricordare il 50esimo anniversario del terremoto nella Valle del Belìce come il vino simbolo di 20 anni di attività.

Come è cambiato il mondo del vino dal momento in cui hai iniziato a lavorare nel settore fino ad oggi?

Non saprei definire il momento esatto in cui ho cominciato a lavorare in questo mondo: sono cresciuto tra i vigneti di mio nonno, che produceva e commerciava vino; quindi, è un settore che conosco fin da quando ero piccolissimo. Se dovessi identificare un momento – chiave è senza dubbio la nascita di Cantine Ermes, nel 1998. Da allora, il fenomeno che più ho notato è quello della concentrazione delle cantine.

Se in passato c’era una grande frammentazione, un gran numero di cantine sia sociali che familiari, oggi si tende sempre di più ad accorpare, ad unificare. Lo fanno le cooperative fondendosi tra loro, lo fanno le aziende private con l’avvento dei fondi di investimento, che portano alla nascita di grandi gruppi vinicoli. 

Quali sono state le sfide più significative che hai affrontato come produttore di vino nel corso degli ultimi venti anni?

Cantine Ermes nasce con un forte cuore cooperativistico. Mantenere una base sociale che cresce e che si rafforza è senza dubbio la sfida più grande che stiamo portando avanti. Ciò che rende unico questo progetto è la nostra essenza multi regionale, partendo da Santa Ninfa, in provincia di Trapani, in 25 anni siamo arrivati ad essere presenti in 5 regioni: Sicilia, Veneto, Puglia, Abruzzo ed Emilia Romagna e – dallo scorso 30 gennaio – anche in Lombardia. Tutto questo rispettando le peculiarità dei singoli territori, andando a tutelare ciò che abbiamo trovato, di regione in regione.

Senza dubbio non è semplice, ma è un percorso in continuo divenire che vede oggi Cantine Ermes essere sempre più un mosaico di identità, come amiamo definirci.

Quali sono le tendenze attuali che stai osservando nel settore vinicolo e quali ne prevedi per il futuro?

Una tendenza che stiamo notando in forte crescita è quella dei vini zero alcol. Fino a qualche anno fa sarebbe stato impensabile, non tanto per ragioni tecniche quanto per comune sentire. Oggi, invece, la richiesta è in continua ascesa; quindi, stiamo valutando di aprire una divisione dell’azienda che se ne occupi.

Se dovessi scegliere uno dei tuoi vini prodotti in questi venti anni, quale sarebbe e perché? Raccontaci la sua storia.

È difficile scegliere un vino “del cuore”, ma se dovessi identificarne uno soltanto, sarebbe Epicentro. Epicentro è un Nero D’Avola Riserva che abbiamo presentato per la prima volta per il 50esimo anniversario del terremoto nella Valle del Belìce. Già dal nome richiama quel preciso momento del gennaio 1968, quando la vita di tutti gli abitanti di quest’area venne stravolta.

Epicentro è stato pensato, insieme al nostro enologo, come un vino per celebrare tutti coloro che hanno creduto che fosse possibile trasformare qualcosa di terribile, l’epicentro di un terremoto, in qualcosa di importante. A queste persone, che sono scese in campo con grande fatica ma con passione e dedizione, è dedicato questo vino, che parla di rinascita e di forza.

Un vino rosso le cui uve sono coltivate proprio nella Valle del Belìce, in prossimità del Grande Cretto di Alberto Burri – Vecchia Gibellina, e selezionate con cura. La scelta del vigneto, forte dal punto di vista simbolico, è dovuta anche al fatto che qui il clima mediterraneo dona corpo ai rossi, rendendo Epicentro un vino ben strutturato e piacevole da bere.

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