Cambiamenti climatici, nelle campagne danni per 14 miliardi di euro in 10 anni

Coldiretti lancia l’allarme: “Vere e proprie bombe d’acqua si abbattono su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7275 i comuni italiani complessivamente a rischio per frane o alluvioni

Un fine agosto segnato da eventi meteorologici estremi, soprattutto al centro nord, tra bombe d’acqua, tornado, nubifragi e grandine dalle dimensioni anomale. Accanto alla pericolosità per persone e animali, i danni si contano soprattutto nelle campagne, con intere colture finite sott’acqua e filari distrutti. Una perdita enorme se si considera che proprio questo è il periodo in cui, in gran parte dello stivale, si entra nel vivo della vendemmia.

Ma gli eventi meteorologici di questa pazza fine estate non sono un fenomeno isolato: rientrano nelle conseguenze dei cambiamenti climatici in atto da ormai alcuni decenni.

“L’ultima perturbazione fa salire il conto dei danni per milioni di euro provocati dal maltempo all’agricoltura in un agosto segnato da quasi 10 tempeste al giorno lungo tutta la Penisola” sottolinea l’elaborazione di Coldiretti su dati dell’European Severe Weather Database (Eswd).

Siamo di fronte – continua la Coldiretti – alle conseguenze dei cambiamenti climatici con una tendenza alla tropicalizzazione che si manifesta con grandine di maggiori dimensioni, una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi e intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo. Costi enormi, di oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne con allagamenti, frane e smottamenti”.

“Vere e proprie bombe d’acqua si abbattono – sottolinea la Coldiretti – su un territorio reso fragile dal dissesto idrogeologico con 7275 i comuni italiani complessivamente a rischio per frane o alluvioni (il 91,3% del totale). Una situazione aggravata dal fatto che negli ultimi 25 anni si è perso in Italia oltre ¼ (-28%) della superficie agricola utilizzabile in Italia, ridotta ad appena 12,8 milioni di ettari, a favore di asfalto e cemento”.

“Per proteggere la terra e i cittadini che vi vivono, l’Italia – conclude la Coldiretti – deve difendere il proprio patrimonio agricolo e la propria disponibilità di terra fertile con un adeguato riconoscimento sociale, culturale ed economico del ruolo dell’attività agricola”.

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