Brexit, Confagricoltura chiede accordo per scongiurare i dazi

Preoccupano le relazioni commerciai in vigore dal 2021. Un mercato, quello inglese, che per il Made in Italy vale 3,5 miliardi

“Senza un accordo commerciale tra Unione europea e Regno Unito, dobbiamo prepararci a gestire una fase di instabilità sui mercati agricoli dell’Unione. Gli autotrasportatori britannici stanno già rifiutando il rinnovo per l’anno venturo dei contratti con gli esportatori degli Stati membri”.

A parlare è il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, che commenta così le crescenti difficoltà che stanno segnando il negoziato tra la Commissione Ue e il governo di Londra. In gioco ci sono le future relazioni commerciali tra il Regno Unito e i Paesi dell’Unione Europea che saranno in vigore – salvo colpi di scena – a partire dal 1° gennaio 2021.

Se non si arriverà a un accordo, dall’inizio dell’anno venturo verranno applicate sull’interscambio tra Unione europea e Regno Unito le regole dell’Organizzazione mondiale del commercio con il ritorno dei dazi e dei controlli alle frontiere.

Un mercato importante, quello UK, che per il made in Italy vale 3,5 miliardi. Non fa eccezione il vino, con le etichette del Belpaese tra le preferite degli inglesi – secondo MiBD Wine Analytics, infatti, è il Barolo la denominazione che piace di più ai sudditi della regina (qui il link all’articolo).

Confagricoltura sottolinea come, alle difficoltà della trattativa sulle questioni relative alla libera concorrenza, si è aggiunto l’annuncio dell’imminente presentazione al Parlamento inglese di un progetto di legge sul mercato interno. Tra le novità, la modifica unilaterale di alcuni aspetti dell’accordo di recesso dalla Ue firmato lo scorso anno.

“In particolare – sottolinea il presidente di Confagricoltura – l’obiettivo è quello di rivedere parzialmente il protocollo sulla Repubblica d’Irlanda e l’Irlanda del Nord. In concreto, se il progetto diventerà legge, sarebbe lesa l’integrità del mercato unico europeo e verrebbe meno la possibilità di controllare il rispetto delle regole dell’Unione in materia di protezione dei consumatori e contrasto delle contraffazioni sui prodotti di passaggio sul territorio dell’Irlanda del Nord e destinati agli Stati membri”.

“E’ una prospettiva inaccettabile e bene ha fatto la presidente della Commissione europea a respingerla nel modo più assoluto – continua Giansanti – Da un recente incontro che ho avuto con la presidente dell’organizzazione degli agricoltori britannici (NFU), è emersa la volontà di mantenere gli elevati standard produttivi e sostenibilità ambientale garantiti dalla normativa dell’Unione”.

“In questo quadro di crescenti incertezze – conclude Giansanti – abbiamo rilanciato la richiesta al governo di costituire una “task force” per supportare le imprese nel caso di un mancato accordo con il Regno Unito. Inoltre, va stabilito che anche il settore agricolo potrà beneficiare della riserva finanziaria di 5 miliardi di euro decisa dal Consiglio europeo per gestire l’impatto determinato dal recesso del Regno Unito”.

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