Azoto, produzione di vino e packaging alimentare: ecco cosa li lega

L’azoto interviene in più settori della filiera alimentare e nella produzione di vino. Un gas che oggi può essere autoprodotto dalla stessa cantina o azienda in modo facile e sicuro

Nell’industria alimentare e vitivinicola ci sono attori invisibili, di cui spesso non immaginiamo l’esistenza, capaci, però, di portare ogni giorno sulle nostre tavole i prodotti intatti. Uno di questi è l’azoto, un gas che interviene nella produzione di vino così come nel confezionamentodeicibie che permette a ciò che viene prodotto di non deteriorarsi. 

Perché? Perché l’azoto è un gas inerte e, in quanto tale, non reagisce a contatto con altri elementi. Per questo, i produttori di vino non possono farne a meno e lo usano come alleato per contrastare il problema dell’ossidazione del vino. Ma non solo. Gli usi dell’azoto nell’industria enologica e alimentaresono davvero tantissimi. Ne vediamo alcuni insieme a Pneumatech,azienda leader nella realizzazione di soluzioni per il trattamento di aria compressa e generazione di gas

L’azoto e la produzione di vino: ecco perché avere un generatore d’azoto di proprietà

Sono diverse le fasi in cui usare un generatore d’azoto in cantinae chi produce vino lo sa. Questo gas – presente per il 78% nell’atmosfera – viene utilizzato durante la pigiatura, la fermentazione e lo strippaggio, fino all’imbottigliamento. “È proprio quest’ultimo il momento in cui tradizionalmente si pensa ai vantaggi dell’uso dell’azoto nella produzione di vino – ci spiegano da Pneumatech -. Ciò che spesso i produttori non sanno è che per loro è più conveniente possedere un generatore d’azoto in cantina piuttosto che acquistare bombole che vengono trasportate in azienda”. 

I motivi? “Come prima cosa, non c’è bisogno di decidere con largo anticipo il momento in cui effettuare ogni fase di lavorazione, perché la macchina, essendo lì, è sempre a disposizione. Inoltre, i generatori d’azoto sono sicuri, leggeri e aiutano a ottimizzare le risorse. Risparmiando anche sui costi di trasporto e fornitura”. 

L’utilizzo dell’azoto nella filiera alimentare

Oltre ad utilizzare l’azoto per combattere l’ossidazione del vino, lo si fa anche per mantenere la freschezza di cibi e bevande confezionati. È quello che succede nell’industria alimentare,  dove l’aria compressa e l’azoto si combinano per eliminare l’ossigeno responsabile dell’ossidazione e di alcuni tipi di crescita microbica. “L’azoto preserva i prodotti alimentari nella confezione e stabilizza condimenti e sapori. Inoltre,  è un additivo naturale e limita la dipendenza dagli additivi sintetici”.

L’azoto viene utilizzato anche nella produzione di birra, dove ha unruolo nell’aumentare i sapori e non alterare la qualità del prodotto. Anche in questo caso, la convenienza di produrre azoto in azienda è notevole. “Dato che l’azoto è già liberamente disponibile nell’aria intorno a noi, i generatori di azoto non devono generare gas. La sfida è isolare l’azoto dagli altri gas nell’aria. I generatori di azoto Pneumatech ottengono questa separazione attraverso metodi come la tecnologia PSA (Pressure Switch Adsorbtion)o la generazione di azoto a membrana, con costi più bassi rispetto alle bombole e permettendo di controllare la purezza dell’aria”.

Per saperne di più o per risolvere ogni dubbio si può visitare il sito dell’azienda Pneumatech. 

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