Avaline: i “Clean Wine” di Cameron Diaz e Katherine Power

Il nuovo Progetto Avaline dei “clean, vegan wine without all the extras” fa discutere il mondo del vino

Avaline è il nome del nuovo progetto enologico dei “clean, vegan wine without all the extras” lanciati quest’estate dall’attrice Cameron Diaz e dell’imprenditrice Katherine Power, nota per aver fondato il gruppo mediatico Clique e il brand di abbigliamento Who What Wear.

Avaline, proposto nelle versioni bianco e rosato, conta sui social oltre 48mila follower.

Il bianco viene prodotto in Catalogna a partire da un blend di varietà locali come lo xarel·lo, il macabeo e la malvasia.

Il rosato nel sud della Francia, in Provenza, a partire da cinsault, grenache e altri vitigni tipici della zona.

“Come produttori – dichiara la Diaz – non siamo tenuti a dire molto a proposito di quello che c’è dentro le nostre bottiglie, ad Avaline abbiamo deciso di farlo (…) i produttori di vino rivelano solo informazioni quali il luogo di coltivazione e di imbottigliamento, se il vino contiene solfiti e la percentuale di alcol. Non vi è alcun obbligo di specificare come vengono coltivate le uve o di nominare anche solo uno degli oltre settanta additivi utilizzati nel processo di vinificazione per alterare colore, odore e sapore di ciò che si trova poi nel bicchiere. Noi crediamo sia necessario darsi degli standard più elevati.”

Il progetto dei Clean Wine si presenta più “onesto” rispetto ad altri poiché comunica ai consumatori il procedimento produttivo che c’è dietro ogni bottiglia. Uve biologiche, coltivate senza l’uso di prodotti di sintesi, vegani, senza additivi, senza zuccheri, senza coloranti.

In verità quelli di Diaz e Power non sono i primi vini “clean”: esistevano già i progetti Good Clean Wine e The Wonderful Wine Company ma non avevano avuto così attenzioni da creare un vero e proprio dibattito come è accaduto con Avaline.

Proprio perché presenta “vini puliti e vegani che non contengono nessun additivo”, ha suscitato non poche polemiche. Avaline, ed è questo il motivo del dibattito di queste settimane, non sembra essere così puro, soprattutto se si prende come riferimento il mondo dei vini naturali.

I Clean Wine di Avaline sono prodotti che utilizzano una quantità di anidride solforosa inferiore ai 100 mg/litro, dose certamente minore rispetto a molti vini industriali, ma ancora piuttosto elevata.

VinNatur, la più importante associazione italiana di viticoltori naturali, ne permette l’uso fino a 50 mg/litro per i bianchi e 30 mg/litro per rossi e rosati.

Come specificato sul sito di Avaline, in fase di vinificazione vengono utilizzati prodotti quali lieviti selezionati con relativi nutrienti (per favorire la fermentazione), bentonite (per chiarificare), proteine vegetali (per chiarificare e per stabilizzare), bitartrato di potassio o cremor tartaro (sempre per stabilizzare).

Gli appassionati di vini naturali considerano l’uso di queste sostanze come un intervento invasivo, che stravolge il senso stesso del lavoro in vigna. Quindi da una parte la trasparenza e dall’altra nessun rispetto per gli standard relativi alla produzione dei veri vini naturali.

Non sono mancate le critiche dal mondo del vino: “Se bere vino vi fa sentire male per autodiagnosi, allora potrebbe essere necessario un medico più che un nuovo vino”, dichiara Thomas Pellechia, critico di vini su Forbes.

La polemica continua: “Quando si tratta di vini puliti, l’unica cosa che viene pulita è il portafoglio”, ironizza Felicity Carter, direttrice della rivista Wine Business International.

Sui Clean Wine di Avaline si pronuncia ancche il Washington Post: “Sembra che sia semplicemente un vino ottenuto da uve biologiche coltivate senza pesticidi sintetici e con pochissimi interventi in cantina, senza dolcificanti o prodotti chimici aggiunti. La verità è che ci sono centinaia se non migliaia di vini che corrispondono a questa descrizione: basta stare alla larga dai vini economici e industriali e cercare etichette di famiglia.”

Sicuramente a vincere è stata la strategia di marketing, che ha portato all’attenzione del mondo enoico i Clean Wine di Avaline.

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