Asti Dop: esportazioni cresciute del 10%

Traino positivo dei tradizionali mercati in USA, in Russia e dagli sbocchi asiatici. In Europa crescita delle vendite in UK

L’Asti Dop non smette di stupire. Inaspettatamente rispetto alla tendenza negativa nel settore enoico, a causa dell’emergenza sanitaria causata dalla diffusione del Coronavirus, la denominazione piemontese ha registrato con grande sorpresa dei dati di vendita positivi.

L’Asti Dop è una delle principali denominazioni regionali con 9.800 ettari di vigneto, 90 milioni di bottiglie prodotte tra Asti spumante e Moscato d’Asti vendute per il 90% all’estero per un giro d’affari di oltre 300 milioni di euro. Nel 2020 ha registrato un importante aumento dell’export cresciuto del 10% rispetto al 2019.

Il vicepresidente del Consorzio dell’Asti e del Moscato d’Asti, Stefano Ricagno, ha dichiarato che il dato ha sorpreso anche lo stesso Consorzio e che la crescita del 10% nell’export è dipesa soprattutto dal traino positivo dei tradizionali mercati degli Stati Uniti e della Russia, dai mercati asiatici e in Europa dal trend positivo di vendita del Regno Unito. Tale dato bilancia il calo del 5% delle vendite nel mercato nazionale nei prime sette mesi del 2020 durante il quale, l’Asti Dop, tipico spumante da ricorrenza, ha pagato in particolar modo la cancellazione, nei mesi del lockdown, di celebrazioni come i matrimoni, i battesimi e altre festività ed eventi.

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