Assunzioni per la vendemmia 2022: Coldiretti lancia l’allarme

La vendemmia 2022 incombe e il problema assunzioni torna anche quest’anno

Torna anche quest’anno, in occasione della vendemmia 2022, la questione legata alle assunzioni e alla manodopera in vigna.

Il problema si era già posto sia nel 2020 che nel 2021, soprattutto legato alla mancanza di stranieri a causa dell’emergenza sanitaria e ai blocchi negli spostamenti.

L’allarme, per questo 2022, viene lanciato da Coldiretti che, in occasione dell’inizio della vendemmia in Franciacorta, ha emanato un comunicato stampa con le previsioni vendemmiali 2022 e l’elaborazione di un quadro generale della situazione in Italia.

Così Ettore Prandini, presidente di Coldiretti: “Con la vendemmia in Italia si attiva un sistema che offre opportunità di lavoro a 1,3 milioni di persone impegnate direttamente in vigne, cantine e nella distribuzione commerciale, sia per quelle impiegate in attività connesse e di servizio”.

Restano però grandi vincoli burocratici che rallentano l’assunzione dei lavoratori stagionali. Ad oggi in agricoltura, sempre stando ai dati forniti da Coldiretti, appena 10mila stagionali sui 42mila previsti dal decreto flussi 2021 ha iniziato a lavorare nelle campagne.

“Non è possibile che per colpa della burocrazia – sottolinea Prandini – le imprese perdano il lavoro di una intera annata agraria dopo aver affrontato peraltro i danni della siccità e un pesante aumento dei costi di produzione determinato dalla guerra in Ucraina”.

Il problema riguarda soprattutto quel grande numero di lavoratori stagionali che arrivano dall’estero e che, finito il periodo di lavoro, torneranno nel loro paese.

“Occorre introdurre un contratto di lavoro occasionale per consentire anche ai percettori di ammortizzatori sociali, studenti e pensionati italiani – conclude Coldiretti – di poter collaborare temporaneamente alle attività nei campi”.

Ad oggi il problema non è stato risolto e si rischia, nuovamente, di non trovare abbastanza lavoratori che, in tempi stretti, possano iniziare a lavorare come braccianti agricoli.

Il parere di Coldiretti Veneto

Il problema si ripropone ogni anno. Già sul finire del 2021 così si era espresso Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Veneto: “Occorre superare le difficoltà burocratiche che ostacolano l’impiego di questi lavoratori…A livello nazionale invece viene ottenuto da mani straniere più di 1/4 del Made in Italy a tavola, con 368 mila lavoratori provenienti da ben 155 Paesi diversi che hanno trovato regolarmente occupazione in agricoltura, fornendo il 29% del totale delle giornate di lavoro necessarie al settore, secondo il Dossier di Idos al quale abbiamo collaborato”.

Si tratta di una manodopera stagionale proveniente soprattutto da Africa, Asia e altri Paesi non comunitari: nel 2020, ha fatto registrare 29 mila assunzioni di cui 1/3 nel periodo della raccolta di uve e della frutta nel terzo trimestre.

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