Il delicato rapporto tra api e vigneti

Il vigneto è un ecosistema complesso dove piante, animali e insetti vivono in equilibrio. Per i viticoltori, la presenza delle api nei vigneti rappresenta spesso una straordinaria risorsa: infatti, consentono ai viticoltori di aumentare la produzione di uva del 10%. Questi insetti, a differenza delle vespe, non danneggiano le viti e il frutto, che produce poco nettare, non è per loro molto appetibile. Le api sono responsabili dell’80% del processo di impollinazione in natura: svolgono, quindi, un ruolo fondamentale nella riproduzione dei fiori della vite e preservano la biodiversità dei vigneti. Le api offrono dei benefici ai vigneti e hanno un rapporto di totale e assoluta armonia: si tratta proprio di un connubio perfetto.

Sono sempre più numerosi i viticoltori che installano alveari vicino ai loro vigneti per proteggere questa specie in via di estinzione e per godere delle virtù che esse offrono alla vite.

Inoltre, per godere dei frutti derivanti dalla presenza delle api nei propri vigneti, i viticoltori devono assicurarsi che le loro vigne offrano loro un ambiente salubre riducendo drasticamente l’uso di insetticidi e di altre sostanze chimiche dannose per le api.

La presenza delle api nei vigneti

Le api danno un contributo inestimabile all’agricoltura e sono un fattore importante e invisibile della salute ambientale, in quanto mantengono e riflettono la biodiversità.

Negli ultimi anni si è cercato, sempre più, di rendere i vigneti invitanti e piacevoli per le api. Le semine autunnali, infatti, sono un mix selezionato con cura: erbe con una fioritura primaverile prolungata, essenze dal profumo intenso, ricche di nettarina e dai colori sgargianti. Così i vigneti si stanno ripopolando e, grazie a farfalle, api, impollinatori e tanti uccelli, le malattie stanno diminuendo. Le api riescono, infatti, a mitigare gli attacchi di botrite, intervenendo sull’acino rotto e cicatrizzandolo, oltre che a favorire un aumento dei lieviti necessari per la fermentazione.

La vite non è una pianta nettarifera, quindi non produce miele; ma il bouquet del vino viene dato dalle erbe, dai frutti e dai fiori. L’impollinazione delle api è fortemente necessaria per lo sviluppo degli aromi; inoltre, questi piccoli insetti contribuiscono anche al benessere delle uve. 

I rischi delle api nei vigneti

L’utilizzo di insetticidi per la difesa della vite, necessario in molte zone viticole, è tema di conflitto tra viticoltori e apicoltori in quanto causa di molteplici rischi per la salute delle api e degli altri impollinatori. Si tratta di un problema particolarmente sentito nelle zone colpite dalla flavescenza dorata, dove vige la lotta obbligatoria contro il vettore. L’utilizzo di mezzi per combattere altri insetti, e che dovrebbero essere del tutto innocui per le api, non risultano essere efficaci nel contenimento della cicalina scafoideo. Purtroppo, anche se questi piccoli insetti a strisce non amano bottinare dai fiori di vite, comunque li frequentano durante la fioritura.

Una corretta scelta dei prodotti, dei tempi e dei metodi di gestione può rendere sicura la convivenza tra api e vigneti: infatti, un vigneto frequentato da impollinatori è sicuramente sano e biologicamente equilibrato.

Cambiamento climatico e api in vigna

Paola Bidin, vicepresidente Unaapi, apicoltrice con alveari ospitati in aziende vitivinicole, ha spiegato il rischio che corrono api e impollinatori con il cambiamento climatico. “Il cambiamento climatico mette a repentaglio le produzioni apistiche con una sofferenza delle piante di garantire flussi nettariferi costanti come in passato e le produzioni legate alla flora spontanea per la difficoltà di adattarsi in tempi che possano conciliarsi con quelli apistici, mentre tutte le situazioni che permettono di riguadagnare spazi di territorio in cui le api trovino nuove fonti di approvvigionamento e raccolta di nettare sono utili alla loro sopravvivenza, a quella delle aziende e di tutto il comparto. La possibilità che trovino nei terreni agricoli delle risorse deve andare di pari passo con colture che siano trattate nel rispetto degli insetti impollinatori”.

Anche Stefano Turillazzi, professore di zoologia e autore di studi sull’importanza delle vespe nel ciclo dei lieviti importanti per la vinificazione, ha spiegato quanto sia necessario oggi l’aiuto della scienza per studiare i legami tra vigneti e api in un’ottica di mantenimento della biodiversità. “Quando l’ape sta bene, vuol dire che anche l’ambiente che la circonda è in salute e anche la produzione di vino può migliorare e le ricerche vanno avanti per studiare come le api possano intervenire sui prodotti della vigna”.

Le api, da sempre note per la produzione del miele, fanno quindi molto di più e se sparissero le conseguenze sarebbero terrificanti non solo per piante e fiori, ma anche per la vite e per il mantenimento della biodiversità.

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