7 categorie, 35 giudici, un protocollo rigoroso per premiare il miglior sake giapponese su scala mondiale

Mentre il mondo del vino bussa in modo sempre più volitivo alle porte asiatiche, l’Asia rivendica la forza della propria tradizione. Un esempio? Il progetto Sake On the Table che da alcuni anni si propone di abbinare sake e gastronomia italiana, in un percorso fatto di sapori complementari o a contrasto. Un premio internazionale alla bevanda fermentata giapponese è uno dei passi obbligati per dare visibilità alla ricca produzione nipponica e alla sua storicità. Sapete che esistono sake prodotti con la neve? O con le acque che attraversano il Monte Fuji? Una ricchezza che ora avrà l’occasione di trovare la sua fetta di narrazione grazie alla prima edizione del Sake Selection by CMB (Concours Mondial de Bruxelles). Un contest nato dalla collaborazione della prefettura giapponese di Mie, la Fondazione HRI, Concours Mondial de Bruxelles che vedrà in gara solo produzioni nipponiche nelle sue 7 categorie, dal frizzante all’invecchiato.

Sake Selection by CMB, in programma dall’11 al 13 ottobre 2018 a Ise-Shima, prevede una giuria internazionale di 35 giudici professionisti per l’80% non giapponesi, garantendo così l’affidabilità della selezione volta a far conoscere ai palati internazionali la diversità, il carattere e le usanze nel degustare questa bevanda spiritosa. A rendere rigorosi i criteri di valutazione un protocollo ideato da Shinya Tasaki, presidente dell’Associazione dei Sommelier Giapponesi e Miglior Sommelier Mondiale nel 1995, e Sylvain Huet, primo francese Sake Samurai (2012) e presidente della fiera europea Salon du Sake, esperto internazionale per il concorso Sake Selection. Un Masu in platino, oro e argento sarà assegnato in ogni categoria di sake. L’esito della selezione? A novembre 2018.