Vino naturale, i vignaioli da tenere d’occhio in Italia secondo Borderwine

Tra i vignaioli presenti a Borderwine c’erano ospiti da tutta Italia uniti dal filo rosso dell’artigianalità del vino prodotto come una volta.

Fra i più interessanti vignaioli italiani scoperti a Borderwine, troviamo sicuramente Benjamin Zidarich, sloveno che vive e lavora dalla parte italiana del confine, che ha iniziato a fare vini biodinamici nel 1988. Visitare la sua cantina, scavata nella roccia come una grotta sotterranea, è un’esperienza memorabile.

Un nome che è leggenda tra gli appassionati di vini naturali è invece Stanko Radikon, venuto a mancare pochi anni fa, che è stato uno dei pionieri di un modo di concepire il vino in queste terre. Il suo prezioso lavoro ora viene proseguito dal figlio Saša.

Presente anche Franco Terpin, che dai suoi dieci ettari nel Collio estrae vini molto apprezzati dai cultori del vino naturale. Lunghe macerazioni e lunghi affinamenti in botte con uno spirito orgogliosamente contadino.

Spostandosi in Franciacorta si fa notare l’azienda Casa Caterina, che fa bolle anticonvenzionali utilizzando solo lieviti indigeni, zero dosaggio e un riposo sui lieviti dai 48 ai 60 mesi.

Vignai da Duline, nei Colli Orientali del Friuli, è invece un progetto che ha l’obiettivo di preservare il paesaggio agricolo della regione e riscoprire antichi vigneti.

Infine chiunque frequenti il mondo del vino naturale non può non conoscere Gigi Miracol, consulente per diverse aziende vinicole, che a Borderwine ha portato La laguna nel bicchiere, un progetto per recuperare le vigne perdute dentro la città di Venezia.

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