Il Parlamento Europeo boccia la proposta di riforma sui pesticidi

Il Green Deal europeo aveva avanzato la proposta nel 2022, ma la richiesta di riformare la regolamentazione sui pesticidi è stata respinta dai parlamentari di Bruxelles e torna al consiglio

Il Parlamento europeo in sessione plenaria ha respinto la proposta di riforma delle normative dell’Unione Europea sui pesticidi presentata dalla Commissione europea. L’esito ha riportato 299 voti favorevoli, 207 contrari e 121 astenuti e incisiva è stata la spaccatura all’interno della maggioranza Ursula (composta cioè dai partiti conservatori e progressisti, e anche da un pezzo degli euroscettici più moderati).

Il rifiuto è avvenuto in fase di revisione e ha respinto quindi il testo della riforma nella sua versione emendata dal Parlamento europeo nelle settimane precedenti e anche il tentativo di rimandare il testo alla commissione Ambiente, che è competente in materia. Ne risulta che il documento sulla regolamentazione dei pesticidi ora ritorna al Consiglio.

Cosa prevedeva la proposta

La proposta avanzata dalla Commissione europea, con Frans Timmermans incaricato delle riforme del Green Deal, prevedeva una riduzione importante nell’impiego di pesticidi a livello UE entro il 2030, prevedendo sostituzioni con metodi alternativi, con pratiche come la rotazione delle colture e tecnologie come l’agricoltura di precisione, e poneva il divieto in determinate aree come quelle vicine a scuole, ospedali, parchi e campi da gioco.

Per ogni Stato membro della UE si sarebbero quindi posti degli obiettivi di riduzione a livello nazionale e di passaggio graduale all’uso di metodi non chimici.

Che cosa non è piaciuto

Le imposizioni richieste nella proposta non erano compatibili con lo stato dell’arte dell’agricoltura dell’UE, ancora troppo indietro per poter affrontare una riforma così vincolante e poi c’è il contesto geopolitico in cui ci troviamo e ancora le forti pressioni fiscali, economiche e sociali che il mondo agricolo è costretto a vivere in questo momento.

La proposta, presentata nell’estate del 2022, ha avuto subito un iter travagliato, in Consiglio agricoltura e nell’Europarlamento, con i ministri dell’agricoltura che ottennero un supplemento di valutazione di impatto che tardò i lavori di sei mesi.

Paolo De Castro, eurodeputato PD: “La proposta di regolamento sui prodotti fitosanitari non tiene conto, ancora una volta, delle preoccupazioni che abbiamo ripetutamente sollevato, sia con la commissaria alla Salute, Stella Kyriakides, che con il vicepresidente, Frans Timmermans, ponendo obiettivi importanti di riduzione dei fitofarmaci, senza però offrire alcuna alternativa valida agli agricoltori. Ci troviamo in un momento storico in cui la nostra sicurezza alimentare è messa a dura prova dall’invasione russa in Ucraina – continua De Castro – con questa proposta sembra che la Commissione ignori il contesto geopolitico in cui ci troviamo, nonostante la stessa valutazione d’impatto che accompagna la proposta stimi come l’obiettivo di riduzione del 50% dell’uso di pesticidi a livello Ue porterà non solo a un calo del 17% della produzione europea, ma anche a conseguenti aumenti, sia dei prezzi per i nostri consumatori, che delle importazioni da Paesi terzi che non garantiscono alcun rispetto dei nostri standard di sostenibilità”.

Massimiliano Giansanti presidente di Confagricoltura: “Una giornata decisamente positiva per le imprese agricole italiane. Ringraziamo i parlamentari europei italiani che hanno sostenuto la posizione espressa da Confagricoltura. E’ possibile ora aprire una pagina nuova per rafforzare la sostenibilità ambientale del settore agricolo, senza mettere a rischio il potenziale produttivo del settore”.

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