Ognissole Tenuta di Cefalicchio, biodinamico pugliese

Promozione a 360 gradi della coltura locale, sia nel bicchiere che a tavola

Ognissole perché l’astro di Apollo che baciava appassionatamente questi terreni già ai tempi di Leonida nel III secolo avanti Cristo continua a dimostrare lo stesso ardore anche oggi quando a metà ottobre, inoltrandoci nei vigneti della Tenuta di Cefalicchio, tocca declinare il maglione per la canotta.

Le origini di questo appezzamento risalgono al 1700 e nel 1930 la pre-esistente masseria adotta, per volere di Antonietta Massari, fattezze palladiane, riuscendo tuttavia a fondersi in maniera discreta con le assolate terre tarantine.

20151014_115236L’approccio al vino, da sempre insito nel territorio, abbraccia l’ideologia biodinamica nei primi anni Novanta, ottenendo nel 1992 la certificazione Demeter e punta sul Nero di Troia e sul Moscato Reale. Il suolo chiaro della vigna, dove emergono sprazzi di calcarinite, viene scassato per sessanta centimetri di profondità e fra i filari si pratica inerbimento e tutela della biodiversità utile anche in cucina. Infatti, la rucola selvatica vista nel campo, la ritroviamo a condimento delle orecchiette strascinate di grano arso durante un pranzo che accanto alla produzione enologica aziendale ha saputo dare spazio alla più autentica gastronomia locale, con piatti anche poveri e desueti – e quindi tanto più rari – quali il pancotto con le rape, le frittelle di lampascione, la purea di cicerchia e cicoria.

20151014_123448“Mirante” Salento Rosato Igt 2014

Da uve Primitivo, vinificate per ottenere un prodotto che, come i rosati di un tempo, punta sulla freschezza del frutto, sul brio, sulla leggerezza, in controcorrente con la tendenza oggi crescente di rosati che inseguono la corposità dei rossi. Buccia di cipolla ramata, naso floreale, primaverile, un accenno appena di agrume, il sorso fresco e abbastanza sapido che chiude sul limone.

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“Jalal” Moscato Bianco Tenuta di Cefalicchio 2011

Giallo dorato, ventaglio aromatico varietale – l’azienda usa lieviti indigeni – ma che si spinge oltre, su note di miele, fiori gialli, un accenno di balsamico, flora costiera, basilico, artemisia. L’attacco è dolce, poi arrivano sapidità e freschezza, in abbinamento magistrale con pecorino invecchiato nelle vinacce di Nero di Troia per otto mesi o col pecorino insaporito dallo scorsone, il locale tartufo.

“Jalal” Moscato Bianco Tenuta di Cefalicchio 2014

Una marcia scattante, giovane, dove le linee guida sono la nota minerale iodica e l’agrumato, con un decoro di erbe aromatiche, quali timo e dragoncello. Sorso pulito, lineare, che si abbina con il cacio misto di pecorino e capra o con il più morbido caciocavallo anche questo invecchiato nelle vinacce di Nero di Troia.

“Essentia Loci” Primitivo di Manduria Doc 2012
Fruttato al naso e in bocca, polpa rossa, lampone ma anche prugna, richiamo speziato. Al palato è morbido, con tannini suadenti, e nota fresca, che accompagna il maiale con in carboncelli e la salsiccia di cavallo speziata.

“Romanico” Nero di Troia Tenuta di Cefalicchio 2011
Solo acciaio e botte grande per un anno e qualche mese, sentori leggeri di terziario che coronano un profilo fruttato, polpa matura, accenno balsamico e ventata marina al naso. In bocca passo importante e atletico, caldo e con venature di freschezza.

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