Cosa vedere a Montepulciano in una giornata

Un borgo medievale, un libraio, il profumo nobile del vino… Cosa fare a Montepulciano in una giornata? Devi solo lasciarti trasportare dalla storia.

Le giornate di gennaio sembrano meno fredde mentre cammini nelle vie del centro storico di Montepulciano. L’aria di festa ancora si respira e in giro c’è gente, in giusta quantità dato il periodo, in questo inizio 2022. I turisti passeggiano per le strade bagnate da una leggerissima pioggia e si fermano davanti alle vetrate di qualche enoteca di cui la città è ricca.

Uno degli edifici da vedere è l’imponente Fortezza Medicea del 1261. Questa delimita a sud-ovest l’antico borgo medievale a forma di “S”, che ha ancora oggi l’aspetto della Montepulciano di un tempo. La piazza ha una forma ad “L” e su di essa si affacciano tutti i principali edifici storici di Montepulciano ed il Pozzo dei Grifi e dei Leoni.

Le mura del XIV secolo costruite tutte intorno, sembrano voler proteggere un delicato equilibrio che permette la convivenza di antico e moderno, apprezzato e ammirato da tutto il mondo.

Le scene di Twilight

Fermandovi nella Antica Libreria di Magnanet poco dopo la piazza, vi sentirete catturati come nel libro di Enden, e la curiosità è troppo forte per rinunciare ad entrare. Parlando con il libraio scoprirete l’immenso valore dei libri antichi e la sua ipnotizzante passione. Continuando, la strada vi condurrà nella cantina De’ Ricci, la più antica di Montepulciano, completamente sotterranea. Qui e nel Palazzo del Comune, vi sono state girate le scene con i volturi di Twilight – New Moon.

Le riprese hanno interessato tutto il centro storico, soprattutto Piazza Grande, dove la protagonista femminile Bella salva Edward, e il tempio di San Biagio.

La storia di Montepulciano

Secondo una leggenda Montepulciano fu fondata da Porsenna, lucumone di Chiusi, epoca etrusca. Prime testimonianze documentali parlano di questa civiltà al secolo IV-III a.C.. In epoca romana, data la sua posizione geografica di dominio, fu scelta come punto di comando dell’esercito a difesa delle strade consolari. Sono di epoca longobarda invece altri documenti che testimoniano la ricchezza e il livello culturale degli abitanti che vivevano qui tra il 700 e l’800: si tratta del rinvenimento di alcuni documenti siglati da preti e chierici, un medico e un orafo.

La vicina Repubblica di Siena, XII secolo, tentò a più riprese di sottomettere Montepulciano che si difese grazie anche a Perugia e Orvieto e saltuariamente Firenze. Nei secoli successivi e per tutto il trecento, venne fortemente contesa dai due bipoli toscani proprio per questa prosperità che negli anni aveva guadagnato.

Dopo anni di contese Montepulciano si alleò con Firenze nel 1390, divenne una importante roccaforte per il capoluogo toscano, e si meritò un periodo florido di stabilità politica e civile, di prestigio culturale e artistico.

Molti dei bellissimi palazzi che ancora oggi decorano il centro storico risalgono al XV secolo, quando architetti quali Antonio da Sangallo il Vecchio, Jacopo Barozzi detto Vignola, Baldassarre Peruzzi, Ippolito Scalza eressero sontuose dimore patrizie, splendide chiese e diversi punti del centro urbano furono abbelliti.

Con le parole libertà e indipendenza scritte in un dna ereditato dalla storia, i Poliziani nel 1511 chiusero il “patto” con Firenze incidendo sulla porta e sull’architrave della sala del consiglio la seguente iscrizione:

Recuperatio Libertatis, A.D. 1511

Dopo la sottomissione di Siena al principato mediceo nel 1559, Montepulciano perse la sua rilevanza strategica che le diede lustro in passato ma trovò un rinnovato prestigio grazie alle nobili famiglie che vi abitavano che ricoprirono ruoli di primaria importanza all’interno della Chiesa, nell’arte, nella politica.

Divenne sede episcopale grazie al cardinale Giovanni Ricci nel 1561 e la vecchia Pieve fu sostituita con la cattedrale nel 1594. Al cardinale succedette la Granduchessa Cristina di Lorena che completò i lavori di costruzione della cattedrale che venne consacrata nel 1712 da vescovo Francesco Maria Arrighi.

Nel XVIII secolo il cuore artistico di Montepulciano battezza l’Accademia degli Intrigati, che nel 1793 istituì un teatro, negli stanzoni del quattrocentesco Monte di Pietà.

Montepulciano fu annessa al comune di Siena, precedentemente era parte di Arezzo, solo con l’unità d’Italia, e divenne un punto di riferimento per il mercato agricolo della zona. Tutte le attività industriali si spostarono più a valle, a ridosso della rete ferroviaria.

La produzione del vino

Quanto il binomio Montepulciano e vino sia inscindibile se lo racconta la storia.

Le prime tracce della viticoltura qui a Montepulciano risalgono agli etruschi anche se la fonte documentale più antica è del 789. Dal medioevo in poi si ci furono numerose prove di quanto il vino fosse legato alla tradizione della zona, come ad esempio le prime norme su commercio ed esportazione del Trecento. Papa Paolo III scelse il “Rosso scelto di Montepulciano” come vino dei banchetti e Fedico Redi nel 1685 lo descrisse come la manna di Montepulciano nel ditirambo Bacco in Toscana.

La nascita del Consorzio di Montepulciano risale al 1980. I vigneti possono essere coltivati solamente nelle aree collinari ed i vini prodotti entro i confini comunali da uve di Prugnolo gentile (70%) ed altri vitigni autorizzati alla coltivazione in toscana (30%).

Le caratteristiche del Vino Nobile di Montepulciano DOCG devono rispettare i parametri illustrati dal disciplinare: minimo di 12,5º alcolici e invecchiare 24 mesi in cantina di cui almeno 1 in legno di rovere. Per la categoria “Riserva” invece deve avere 13° alcolici, 36 mesi in cantina di cui almeno 1 in legno di rovere e 6 in bottiglia.

Il Rosso di Montepulciano ha lo stesso uvaggio del Vino Nobile, con 12,5º alcolici, passaggio in legno facoltativo.

Il Vin Santo Montepulciano Occhio di Pernice è un vino da dessert prodotto con Malvasia Bianca, Puncinculo e Trebbiano Toscano ed eventuali altri vitigni a bacca bianca autorizzati in provincia.

Le uve sono selezionate, appassite in locali idonei e pigiate fra il 1º dicembre e il 15 gennaio. Il vino ha 17º alcolici e 3 anni di invecchiamento come, la Riserva invece invecchia 5 anni. La prestigiosa varietà Occhio di Pernice viene prodotta con Prugnolo gentile e altri vitigni, ha un colore ambrato o topazio e raggiunge i 18º alcolici.

3 cantine da visitare a Montepulciano

Chiunque decida di visitare Montepulciano e di vedere qualche cantina ha davvero l’imbarazzo della scelta. Con un quarto d’ora circa di strada si raggiunge la Tenuta Vallocaia di Bindella, che offre quello di cui si parlava in testa all’articolo, un connubio di tradizione e modernità.

Circondata dal verde ben curato la cantina riceve i suoi ospiti con un percorso dedicato. Al suo interno infatti è stata creata una via esclusiva per il passaggio “pedonale” che permette di ammirare dall’alto le varie fasi di produzione e la collezione di opere d’arte personale della famiglia Bindella.

Poco più ad ovest si trova l’azienda Metinella, un’altra Nobile realtà nel cuore della denominazione: “Una realtà moderna che intende essere ben salda nella tradizione, ma rivolta verso il futuro, attenta alla costanza della qualità che sarà sempre primaria a completo discapito della quantità”.

Risalendo verso nord di pochi chilometri, immersa in una riserva naturale dove gli uccelli migratori possono cercare rifugio temporaneo ed anche un’area dove erbe e cespugli autoctoni sono protetti ed, in autunno, si possono trovare sia funghi che l’occasionale tartufo, si trova la Tenuta di Montepulciano di Carpineto.

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