Italia il Paese migliore per gli amanti dell’enoturismo

L’Italia è il miglior Paese europeo per gli amanti dell’enoturismo. Lo rivela una ricerca del tour operator inglese Love Holidays.

L’Italia è il miglior Paese europeo per gli amanti dell’enoturismo. A stabilirlo è una ricerca del tour operator inglese Love Holidays, condotta con l’obiettivo di indicare ai wine lovers le migliori destinazioni per gustare un buon bicchiere di vino.

L’Italia è il miglior Paese in Europa per l’enoturismo

L’Italia guida la classifica dei migliori Paesi europei per gli amanti dell’enoturismo. Seguono Francia e Spagna. A sancirlo è una ricerca di Love Holidays, uno dei più importanti tour operator inglesi. Si tratta di un primo posto più che meritato dato che i numeri ci parlano di 15 milioni di enoturisti in Italia per un fatturato di circa 14 miliardi di euro.

La ricerca ha preso in esame diversi fattori, con riferimento all’annata 2021:

·  Superficie delle vigne: la superficie dei vigneti in ettari, in ogni paese

·  Consumo di vino: il consumo totale di vino in ettolitri, in ogni paese.

·  Produzione di vino: la produzione totale di vino in ettolitri, in ogni paese

·  Produzione di uva: la produzione totale di uva in tonnellate, in ogni paese (include uva secca, da tavola e fresca)

·  Elenchi di vini Vivino (un app che consente di valutare le etichette assaggiate, ndr): il numero totale di vini elencati per ogni regione / paese, con una valutazione media Vivino di 4.2+.

·  DWWA Awards (Decanter World Wine Awards): il numero totale di vini d’oro/platino migliori in mostra per ogni regione / paese, per i premi DWWA 2021.

·  Festival del vino: il numero totale di festival del vino per ogni paese

La classifica completa

L’Italia guida una classifica in cui compaiono in totale 15 Paesi europei

  • Italia
  • Francia
  • Spagna
  • Germania
  • Portogallo
  • Regno Unito
  • Romania
  • Ungheria
  • Grecia
  • Austria
  • Moldavia
  • Svizzera
  • Repubblica Ceca
  • Paesi Bassi
  • Bulgaria

La ricerca nei dettagli

Come detto, la ricerca ha preso in esame 7 diversi fattori. L’Italia, al primo posto della classifica generale, fa registrare la maggiore produzione di vino (50.232 ettolitri), la maggiore produzione di uva (9.155.232 tonnellate) e il maggior numero di premi Dwwa nel 2021 (189). L’Italia è anche il secondo consumatore di vino in Europa, con oltre 24.000 ettolitri in un anno. Inoltre, abbiamo il secondo maggior numero di voci in Vivino (3.342). Nel Belpaese si tengono anche cinque festival del vino.

Le regioni vinicole

L’Italia risulta essere anche il Paese europeo con il maggior numero di regioni vinicole che gli amanti dell’enoturismo possono visitare. La ricerca di Love Holidays fa emergere che 20 tra le 21 prime regioni vinicole europee si trovano in Italia. Ognuna delle 20 regioni italiane, infatti, ha il suo particolare terroir che consente la produzione di vini unici e di grande qualità, non riproducibili altrove. Ciò, insieme alla cucina, alla bellezza dei paesaggi, delle città e dei borghi, ne fa la meta ideale per i wine lovers e per gli amanti di quel turismo lento e sostenibile che ben si sposa con la cultura del vino.

Al primo posto troviamo la Toscana, seguita dal Veneto. Al terzo posto si piazza invece la regione di Bordeaux, in Francia. 

Il boom dell’enoturismo in Italia

Nei mesi scorsi diversi studi avevano previsto un boom dell’enoturismo in Italia per questo 2023. E, a quanto pare, i fatti stanno rispettando le previsioni. Grazie anche alla passione dei produttori e al loro spirito di iniziativa, senza dimenticare il fondamentale lavoro di associazioni di settore e istituzioni.

Un nuovo tipo di esperienza enoturistica che si sta rivelando molto apprezzata è, ad esempio, la vendemmia.

La vendemmia, cioè la raccolta manuale dell’uva, è diventata in alcuni territori un’esperienza turistica e didattica, che avvicina all’affascinante mondo del vino un pubblico crescente di appassionati. Questa spesso è l’occasione per promuovere territori lontani dai classici itinerari ma ricchi di eccellenze artigianali, a partire dai prodotti enogastronomici. Se, da un lato, la vendemmia ne rappresenta il clou, ormai il turismo enologico – con le visite a cantine, gli assaggi e le degustazioni, le pratiche esperienziali – è diventato un fenomeno annuale. E riveste un ruolo sempre più rilevante nel movimento turistico italiano in generale e soprattutto nel turismo enogastronomico e nel turismo esperienziale. In quel turismo, quindi, dove ci si “sporca” le mani e si finisce per essere coinvolti in attività manuali ritenute a torto desuete. La maggioranza degli enoturisti inserisce l’esperienza vinicola in una vacanza più lunga, magari deviando per un giorno o due dall’itinerario prestabilito.

Un turismo lento e sostenibile

La sinergia tra patrimonio artistico-culturale e vino rappresenta la nuova sfida poiché rappresenta una motivazione per il turista a viaggiare. La sensibilità degli italiani verso l’attenzione all’ambiente e la dimensione sociale è cresciuta notevolmente negli ultimi anni. Sono tanti gli italiani che visitano con piacere aziende che si impegnano per dare sostegno alla comunità locale. Le aziende vitivinicole si caratterizzano per la propensione alle iniziative di sostenibilità ambientale e per una filiera che favorisce lo sviluppo della comunità e del territorio in cui operano.

La sinergia tra tour in bicicletta, percorsi in mountain bike e degustazioni in cantina permette, poi, di coniugare il piacere della scoperta enogastronomica e il desiderio di conoscere nuovi territori. I vigneti diventano così veri e propri luoghi capaci di regalare esperienze autentiche e originali.

Le vigne sono anche il luogo ideale per prendersi cura di sé stessi e rigenerarsi a contatto con la natura. Le nuove tendenze coniugano l’esperienza di arte e attività olistiche, come lo yoga e il pilates, con i luoghi deputati alla produzione del vino. Ad affermarsi anche le nuove Spa a tema vino.

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