IL CASTELLO DI BROLIO PALCOSCENICO TOSCANO DELLA GIORNATA DELLA CULTURA DEL VINO E DELL’OLIO 2019

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Enoturismo e contraffazione sono questi i temi trattati durante la nona edizione della Giornata della Cultura del Vino e dell’Olio organizzata dall’AIS.

Sabato 11 Maggio si è tenuta in Toscana la Giornata della Cultura del Vino e dell’Olio. L’evento organizzato dall’AIS, con il patrocinio del Mipaaft, del Miur e del Mibac, è stato celebrato in una location dall’alto valore storico, artistico, culturale e vinicolo: Il Castello di Brolio. Simbolo della storia del Chianti, di cui Bettino Ricasoli ne inventò la formula nel 1872, il Castello si erge sulle colline di Gaiole in Chianti e da qui se ne può ammirare il vasto panorama circostante.

Immerso tra i verdi filari del Sangiovese, Il Castello è stato palcoscenico d’incontro nonché occasione di scambio sui temi dell’enoturismo e del nuovo ruolo dei Sommelier “La figura del Sommelier è sempre più affine a quella di un vero e proprio ambasciatore dell’eccellenza enologica” afferma Cristiano Cini- Presidente di AIS Toscana. Coinvolgere il turista, invogliarlo a visitare i territori per comprendere il senso di ogni bottiglia sono gli obiettivi che ispirano il lavoro dei sommelier.

Presente anche Gennaro Giliberti della Direzione Agricoltura e Sviluppo Rurale della Regione Toscana che ha espresso soddisfazione per i risultati raggiunti grazie alla recente normativa che regola il turismo esperienziale. Tra i temi trattati anche quello del mito del vino toscano fra cultura materiale e digitale, affrontato dal Direttore della Fondazione Sistema Toscana Paolo Chiappini. Il Direttore si è esposto sul concetto della comunicazione nel web e sulle potenzialità e i rischi che questa può produrre come l’omologazione e l’appiattimento. A quest’ultime c’è tuttavia un antidoto- spiega Chiappini: “Il nostro valore, il nostro distinguersi in una dimensione universale”.

Relatrice del convegno anche la Presidente delle Donne del Vino Donatella Cinelli Colombini, creatrice prima e sviluppatrice poi del Movimento Turismo del Vino. La Presidente ha posto l’attenzione sul concetto di diversificazione “Ciò che si chiede al sommelier è di raccontare non il processo produttivo di un vino ma la storia che lo rende diverso da tutti gli altri: quel luogo, quella cantina, racconta qualcosa di unico”- racconta Cinelli Colombini.

A moderare il dibattito il giornalista David Taddei, anch’esso impegnato nei temi enoturistici. Ma all’evento non poteva mancare il padrone di casa il Barone Francesco Ricasoli Presidente della Ricasoli 1141 che è intervenuto raccontando della Case History del Castello di Brolio. Il Barone ha parlato di Brolio delineandone un’immagine di professionalità e qualità. Insomma tradizione e radici senza mai dimenticare l’innovazione poiché “Ciò che ci proietta nel futuro sono gli elementi di identità, autorevolezza e credibilità che ci contraddistinguono”- Francesco Ricasoli.

A chiudere Fabrizio Lupi dell’ICQRF sezione Toscana e Umbria che ha parlato del fenomeno della contraffazione. La soluzione, secondo Lupi è “Avvicinarsi ai prodotti andando direttamente nei territori di origine perché è il modo più efficace per creare cultura nel consumatore”. L’incontro è stato suggellato da una degustazione di Sangiovese delle 3 Cru del Progetto Raritas di Brolio, condotta dal Barone Ricasoli e dal Direttore tecnico Massimiliano Biagi. A chiudere la giornata anche la visita al Castello guidata dal Barone che ha permesso di cogliere i tratti storici e il contesto di sviluppo di uno dei vini più conosciuti del nostro Paese.

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