Doc Castelli Romani

Scrigno di bellezze artistiche e delizie enogastronomiche, i 24 anni della Doc Castelli Romani

Era il novembre del 1996 quando fu approvato il disciplinare di produzione della Doc Castelli Romani. La denominazione si trova principalmente nella provincia di Roma e in parte di Latina. Essa si sovrappone alle altre denominazioni presenti nel territorio: Zagarolo, Montecompatri, Frascati, Marino, Colli Albani, Lanuvini, Velletri.

L’area forma un semicerchio che abbraccia il grande cratere del Vulcano Laziale (Latium Volcano). Al suo interno, tra i rilievi e bacini lacustri si estendono i 15.000 ettari del parco naturale regionale dei Castelli Romani. Il terreno è di origine vulcanica su colate laviche di diversa consistenza e ricco di mineralità. Queste caratteristiche sono perfette per la produzione degli autoctoni laziali, che si concentrano proprio in questo areale.

La Doc Castelli Romani e le altre denominazioni

Nella zona principalmente si trovano vitigni a bacca bianca, tra questi la Malvasia Puntinata, o laziale, la Malvasia di Candia, più abbondante nelle rese, il Trebbiano Toscano, il Grechetto ed altre varietà a bacca bianca minori. Tra le varietà a bacca rossa di enorme interesse è il Cesanese, autoctono laziale che da vini molto caratteristici e di ottima qualità.

Malvasia Puntinata

La storia del Castelli ha inizio dopo la caduta dell’Impero Romano. Le famiglie baronali iniziarono qui a costruire dei punti fortificati che successivamente si trasformarono in veri e propri castelli. Tra il XIX ed il XX secolo si iniziò a diffondere il toponimo di Castelli Romani per indicare i 14 comuni che ne fanno parte. Con l’urbanizzazione e la crescita di Roma i Castelli acquisirono maggiore interesse per la popolazione locale, diventando punto di riferimento per le bellezze naturalistiche e le delizie enogastronomiche.

Lungo la Strada dei Castelli Romani si trova non solo vino, ma anche tanta tradizione culinaria. Famose sono sicuramente le fraschette dei Castelli Romani. Queste sono delle antiche osterie a gestione familiare sparse in tutto il territorio. Con i loro menù tradizionali si riscopre il gusto della cucina povera romanesca e castellana ed i suoi prodotti tipici come le fragoline di Nemi, il pane di Genzano o di Loriano e la porchetta di Ariccia.

La fama dei Castelli Romani continua a dimostrare una lenta ma costante ascesa. Con il tempo ha saputo rivalorizzare il potenziale dei suoi vitigni autoctoni, riducendo la produzione di quelli internazionali e riequilibrando le rese e la densità di impianto. Oggi la denominazione è pronta ad affrontare le sfide future con il contributo di quei produttori che con fiducia hanno continuato ad investire in qualità, tecnologia e comunicazione.

Veduta della Tenuta di Fiorano del principe Boncompagni Ludovisi

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