Colli Piacentini, tra vini doc, piatti tipici e borghi medievali

I Colli Piacentini, dove nascono Gutturnio e Ortrugo. I vini doc che innaffiano le tavole imbandite con i salumi tipici del piacentino e dell’Emilia Romagna.

Le colline che circondano Piacenza sono la meta ideale per una gita in giornata, ma anche per un weekend o una vacanza di più giorni. Fra borghicastelli e parchi naturali è possibile, infatti, fermarsi qui anche per più di una settimana. Percorrendo questo territorio, il minimo comun denominatore sono i vigneti. E, in questa zona si trova Ziano piacentino, uno dei comuni più vitati d’Italia.

I vini dei Colli Piacentini

I colli piacentini si dividono in quattro valli principali: (Val d’Arda, Val Nure, Val Trebbia e Val Tidone) e altri valli più piccole. In tutte si producono ottimi vini. Sono tre le DOC di questa zona:

  • DOC Gutturnio
  • DOC Ortrugo
  • DOC Colli Piacentini, che riunisce diverse denominazioni: Malvasia, Monterosso Val d’Arda, Trebbianino Val Trebbia, Valnure, Barbera, Bonarda, Pinot Grigio, Pinot Nero, Sauvignon, Cabernet Sauvignon, Chardonnay, Vin Santo.

Tanti sono i luoghi di interesse di questo territorio. Di seguito alcuni consigli per organizzare la propria gita. In ogni località d’obbligo una sosta in trattoria per un buon bicchiere di vino per accompagnare la tipica coppa piacentina da gustare insieme ai chisolini.

Bobbio e il Ponte gobbo

Bobbio è un borgo molto particolare, che si è sviluppato tutto intorno all’abbazia di San Colombano, uno dei più importanti monasteri benedettini. Rimane collegato al resto della Val Trebbia attraverso uno scenografico ponte, chiamato “Ponte Gobbo”. Per via del suo fascino, nel 2020 Bobbio è stato eletto “Borgo più Bello d’Italia” ed è insignito anche della Bandiera Arancione del Touring Club Italiano.

Il Ponte Gobbo permette di vedere Bobbio per la sua interezza dall’esterno. Attraversandolo verso l’orario del tramonto, potrete ammirare dei colori spettacolari. 

Il ponte ha questo nome particolare, “Gobbo” perché non è in piano, ma è irregolare lungo il percorso costituito da 11 arcate. È chiamato anche “del Diavolo” perché secondo una leggenda venne creato dal diavolo in persona per spaventare i Monaci dell’Abbazia di San Colombano in modo che non attraversassero il fiume.

L’abbazia di San Colombano sorge nel cuore del borgo, nella parte più antica. Come già accennato prima, lo sviluppo del centro abitato si lega proprio a questa abbazia, che rappresenta uno dei centri monastici più importanti d’Europa.

Fondata nel 614, tutto il complesso si è via via sempre più ampliato negli anni, arrivando a coprire un’ampia area con diversi edifici.

Castell’Arquato

Castell’Arquato è uno dei borghi più visitati dei Colli Piacentini. Situato nella Val d’Arda, rimane ben visibile già da lontano per via dell’alta torre del suo castello. Il borgo è stato eretto in cima a un’altura, in una posizione strategica che domina su tutta la valle. 

Le strade di questo borgo medievale sono caratterizzate da vicoli stretti e mura merlate, che consigliamo di percorrere a piedi per vivere un’esperienza a 360°.

Il suo fascino è rinomato in tutta la provincia di Piacenza, e non solo. Non è un caso che sia stato nominato fra i 100 borghi più belli d’Italia, oltre che Bandiera Arancione del Touring Club Italiano

La Rocca Viscontea è l’attrazione principale di tutto il borgo. Questa imponente fortezza è ben visibile dalle alture circostanti, poiché rimane nella parte più elevata del paese. La sua torre domina sui Colli Piacentini: salendo in cima potrete infatti ammirare un ampio panorama sulla Pianura Padana e sugli Appennini. 

Vigoleno

Nonostante le piccole dimensioni, Vigoleno ha molto da offrire. La sua visita inizia dalla porta fortificata, l’unica via d’entrata al borgo. Da questo punto ci si snoda fra un labirinto di vicoli in pietra, che conducono alla sua piazza. Qui è possibile vedere l’antica fontana posta al centro e la facciata della chiesa di San Giorgio.

Il vero gioiello è però il Castello, che con il suo mastio veglia da secoli sul Paese. Oltre a ciò, non va però dimenticato anche il Museo degli Orsanti, che raccoglie opere di artisti di svariati generi.

Il Castello e la sua torre sono i protagonisti del borgo.
L’origine di questa costruzione si pensa sia antichissima, datata intorno al X secolo a.C. Venne utilizzata come base militare, essendo situata in un punto strategico per la difesa. Durante gli anni il Castello ha cambiato proprietari più volte, passando fra le mani di nobili famiglie. Fra le ultime, quella dei Ruspoli. Fu proprio la duchessa Maria Ruspoli de Gramont a trasformarlo in un salotto culturale. All’inizio del ‘900 ospitò figure di rilievo come Gabriele d’Annunzio e il pittore Max Ernst.

Sempre in tema “culturale”, c’è un’altra curiosità che riguarda il Castello. Nel 1985 divenne infatti parte del set di “Ladyhawke”, il famoso film con Michelle Pfeiffer e Rutger Hauer.

Piatti tipici

Se ci si trova sui Colli piacentini non si può non iniziare il pasto con un tagliere di salamecoppa e pancetta locali, assieme ai 2 formaggi DOP Provolone Valpadana e Grana Padano. Per gustarli al meglio, è consigliato accompagnare il tutto con la tipica e antichissima burtleina o con i chisulen, da mangiare ben caldi.

Tra i primi piatti, meritano l’assaggio i pisaréi e fasö (gnocchetti e fagioli borlotti conditi con passata di pomodoro e lardo), i tortelli con la coda ripieni di ricotta, erbette e formaggio grattugiato e gli anolini, nelle due varianti con la carne o con il formaggio.

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