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Campania Stories è promozione e interazione degli elementi che compongono il reticolo turistico ed enogastronomico della regione.

Il programma della wine week di questa fine estate prevedeva due giornate dedicate alla degustazione delle annate, seguite ed anticipate da tour organizzati presso le aziende delle diverse denominazioni. Un viaggio appassionante, un tour “on the road” che ha coinvolto un ampio, variegato, a volte pittoresco, performante gruppo di produttori da un lato e una ampia rappresentanza di giornalisti, comunicatori, blogger, operatori dall’altra.

Cultura, tradizioni ed enogastronomia: Benvenuti in Campania … Stories!

Una panoramica sui vini Campani

Al netto delle quantità prodotte la Campania si aggiudica un secondo podio con 1,37 milioni di ettolitri di vino prodotti, circa il 2,53% del totale nazionale (dati 2018). Il 73,7% della produzione rientra nella categoria Vini da Tavola, segue il 18,5% di Dop e l’8,6% di Igp.

Le aree viticole campane

La Campania si suddivide in 5 province amministrative:

  • Benevento: 10.617 ha vitati
  • Avellino: 7.414 ha vitati
  • Salerno: 3.417 ettari vitati
  • Caserta: 2.444 ha vitati
  • Città metropolitana di Napoli: 2.149 ha vitati

In queste troviamo le 10 zone di produzione con le denominazioni Dop e Igp.

Alto Casertano (Caserta)

E’ un’area con un carattere piuttosto omogeneo che si trova nella fascia settentrionale della regione e si estende dalla costa all’entroterra. Il suolo è prevalentemente vulcanico e i vigneti sfruttano le pendici del monte Massico e del vulcano spento di Roccamonfina.

Le varietà coltivate nella zona sono: aglianico, piedirosso, falanghina, primitivo, fiano, greco.

  • Dop: Falerno del Massico, Galluccio
  • Igp: Roccamonfina, Campania
Colline Caiatine , Terre del Volturno (Caserta, città metropolitana di Napoli)

Per la grande diversificazione pedoclimatica ed ampelografica possiamo riconoscere all’interno di questa zona due aree principali: la fertile Piana Aversana da un lato e le Colline Caiatine e Matesine con le vallate del medio fiume Volturno dall’altra.

Le varietà principali coltivate sono asprinio, pallagrello bianco, casavecchia, pallagrello nero. Meno diffuse sono falanghina, fiano, greco, aglianico, piedirosso.

  • Dop: Casavecchia di Pontelatone, Aversa (o Asprinio di Aversa)
  • Igp: Terre del Volturno, Campania
Sannio (Benevento)

Il Sannio rappresenta la provincia di Benevento, al quale appartiene oltre il 40% della superficie vitata regionale. Una produzione rappresentativa per un’area che per le sue caratteristiche sia culturali che morfologiche può essere considerata un distretto a sé. Le altitudini variabili e i suoli di diversa natura hanno portato alla identificazione di 5 sottozone nella Doc Sannio con la modifica del disciplinare del 2011.

I vitigni maggiormente coltivati sono aglianico, falanghina, piedirosso, sciascinoso, barbera del Sannio, fiano, greco, coda di volpe.

  • Dop: Aglianico del Taburno, Sannio (con 5 sottozone), Falanghina del Sannio
  • Igp: Beneventano, Dugenta, Campania
Irpinia (Avellino)

L’Irpinia (come anche la regione centrale del Sannio appena descritta) si trova a ridosso degli Appennini meridionali e nel suo territorio non è difficile trovare vigneti ad alta quota. La morfologia del terreno è variegata permettendo diverse esposizioni e microclimi grazie alle montagne, colline e laghi e fiumi.

Le varietà coltivate sono aglianico del Taurasi, greco, fiano, piedirosso, sciascinoso, coda di volpe, flalnghina, greco musc’ (roviello bianco) ed alcune internazionali cabernet sauvignon, merlot.

  • Dop: Taurasi, Greco di Tufo, Fiano di Avellino, Irpinia
  • Igp: Campania
Campi Flegrei e Isole Arcipelago Campano (Città metropolitana di Napoli)

I Campi Flegrei si trovano ad ovest di Napoli, in una zona tipicamente vulcanica che per caratteristiche morfologiche ingloba anche Procida, Capri e Ischia. L’origine vulcanica dei suoli da il nome all’area: i Flegrei, che in greco “flègo” vuol dire brucio/ardo, sono ricchi di sorgenti termali, bradisismo, e manifestazioni gassose.

Cultivar presenti: piedirosso e falanghina per le zone continentali, biancolella, forastera, greco, guarnaccia per le isole.

  • Dop: Campi Flegrei, Ischia, Capri
  • Igp: Pompeiano, Epomeo, Campania
Vesuvio (Città metropolitana di Napoli)

Ci troviamo tra il Vesuvio e il monte Somma, nell’area di maggiore concentrazione abitativa e viticola di grande qualità. I terreni di unica composizione, particolari perché costituiti da depositi piroclastici, pomici, ceneri e quindi particolarmente sciolti, e la vicinanza con il mare infuiscono moltissimo sulle produzioni. I vigneti circoscrivono le pendici del complesso Vesuvio-Somma a diverse altitudini, fornendo una grande variabilità interna.

I vitigni sono piedirosso, sciscinoso, aglianico, caprettone, coda di volpe, falanghina, catalanesca, greco, verdeca.

  • Dop: Vesuvio
  • Igp: Catalanesco del Monte Somma, Pompeiano, Campania
Penisola Sorrentina (Città metropolitana di Napoli)

Affacciata sul Golfo di Napoli al cospetto dei Monti Lattari, la Penisola Sorrentina si trova (come suggerisce il nome) lungo il promontorio frastagliato che si allunga verso Sorrento e l’isola di Capri. Zona principalmente di rossi e solitamente mossi o frizzanti, vinificati con vitigni tradizionali come piedirosso, sciascinoso, aglianico in blend. Meno diffusi i bianchi da falanghina, biancolella, greco.

  • Dop: Penisola Sorrentina
  • Igp: Pompeiano, Campania
Costiera Amalfitana (Salerno)

Al di la dei monti Lattari, affacciata sul Golfo di Salerno-Policastro-Sapri, si trova la Costiera Amalfitana. Notoriamente il lembo di costa è ripido e frastagliato e questo ha contenuto l’espansione delle coltivazioni, che sono spesso terrazzate ed tuttavia difficilmente gestibili se non manualmente. Una viticoltura eroica quindi che lambisce i pendii dalle scogliere ad altitudini estreme, che arrivano ad oltre 550 metri slm. Il terreno è roccioso e calcareo, coperto però da sedimenti di origine vulcanica molto drenanti.

La diversificazione di esposizione, irraggiamento, altitudine e microclimi ha diviso l’area in 3 sottozone: Furore, Ravello, Tramonti.

Il ricco patrimonio di varietà autoctone affianca all’aglianico, piedirosso, sciascinoso le cultivar tipiche: tinore di Tramonti, fenile, ripoli, ginestra,pepella, flanghina, biancolella, biancazita, biancatenera.

  • Dop: Costa d’Amalfi (3 sottozone: Furore, Tramonti, Ravello)
  • Igp: Colli di Salerno, Campania
Colli Salernitani e Picentini (Salerno)

Spostandoci un po’ più ad est, si trovano i Colli Salernitani un territorio di recente costituzione caratterizzato ancora da una distribuzione delle aree produttive a macchia di leopardo. L’entroterra è maggiormente vocato all’agricoltura rispetto alle zone più vicine alla costa, che hanno la maggiore concentrazione demografica della provincia. Il territorio è collinare, con altitudini che si attestano intorno ai 100-200 metri slm ed i suoli passano da argille e marne siltose, a calcari marnosi ed arenarie, ricchi di sostanza organica e fertili.

I vitigni coltivati sono merlot, cabernet sauvignon, barbera, aglianico, piedirosso, sciscinoso, primitivo, sangiovese, fiano, falanghina, greco, malvasia, trebbiano.

  • Igp: Colli di Salerno, Campania
  • Igp: Colli di Salerno, Campania
Cilento e Vallo di Diano (Salerno)

A sud della Campania ci troviamo nella regione del Cilento ed il territorio di Vallo di Diano (ad est del Cilento), di notevole espansione, delimitata dal fiume Sele e dalla catena montagnosa degli Alburni. In questa area troviamo una biodiversità difficilmente replicabile. Nell’intero territorio del Cilento svettano massicci montuosi che sovrastano le morbide alture delle colline alternate alle fertili pianure. La morfologia mostra una faccia litoranea sabbiosa ed a tratti impervia segnata da scogliere, una faccia più interna di macchia mediterranea e poi il boschivo di alta montagna.

I vitigni coltivati sono: aglianico, fiano, piedirosso, sciascinoso, barbera, primitivo, sangiovese, trebbiano, malvasia, moscato, greco, merlot, cabernet sauvignon, riesling, pinot nero.

  • Dop: Cilento, Castel San Lorenzo
  • Igp: Paestum, Colli di Salerno, Campania

L’annata 2020

La stagione invernale è stata mite e le precipitazioni moderate. Questo ha permesso un germogliamento regolare, a metà Aprile, che ha inaugurato la stagione primaverile bilanciata con temperature leggermente superiori alla media. Tra maggio e giugno si sono registrati brevi episodi di precipitazioni che hanno contenuto la calura tardo primaverile ma hanno rallentato la fioritura e l’allegagione. L’estate non ha registrato particolari criticità, almeno rispetto alla media stagionale, alternando giornate calde e soleggiate a punte di calore ed afa del tutto aspettate. A settembre si sono avute pioggie ed escursioni termiche più leggere del solito mentre ad ottobre si sono registrate le prime perturbazioni, poco determinanti se non per le raccolte più tardive. Precipitazioni scarse poi nel mese di Novembre.

In anteprima abbiamo trovato quindi una annata per molti versi simile alla precedente, le uve sono arrivate in cantina sane ed i vini hanno dato la sensazione di una qualità trasversale in tutto il territorio campano sia per i bianchi che per i rossi.

I vini in anteprima disegnano una Campania che lavora sulla qualità, con diverse interpretazioni, talvolta sbilanciate sui legni ma mediamente di alto livello. Una regione bianchista? La ricchezza ampelografica della regione sposta l’ago della bilancia leggermente verso la produzione di uve a bacca bianca, confermata anche al netto della presentazione di benvenuto alla stampa. Dagli assaggi fatti in sede di degustazione e nelle aziende, è anche emerso una attenzione verso la produzione di spumanti di qualità ed interessanti progetti stanno uscendo dalle porte delle cantine.

La location dell’evento: Il Campus Principe di Napoli, una terrazza sulla costiera amalfitana

Il Campus Principe di Napoli si trova ad Agerola, frazione di Lazzaro, a 700 metri circa slm, con una magnifica vista mare sulla Costiera Amalfitana, il golfo di Salerno e l’Isola di Capri.

La struttura completamente riammodernata, nasce su una ex Colonia Montana d’epoca fascista ed è la prima Università Gastronomica e Centro di Alta formazione e specializzazione universitaria dedicata a gastronomia e turismo.

La direzione scientifica è stata affidata a Heinz Beck (3 stelle Michelin), il quale ha preso per la gola tutti gli ospiti dell’evento, distogliendoli per un poco, il tempo di un pranzo, dal loro roteare i calici ed analizzare i vini.

“Cucina non è mangiare. È molto, molto di più. Cucina è poesia”

Heinz Beck

In questo luogo, circondato da 2,5 ettari di parco di proprietà, con il lieto richiamo delle onde, hanno sfilato ben 300 esemplari vini campani, bianchi, rossi, rosati, spumanti, frizzanti, secchi e dolci.

Non è nostro obiettivo quello di dare valutazioni delle singole etichette, piuttosto abbiamo contornato questo nostro racconto esponendovi le caratteristiche di questa deliziosa regione (e della ultima annata in commercio) simbolo del Made in italy.

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