L’ENOTURISMO COME LEVA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE UMBRO

L’ENOTURISMO COME LEVA PER LO SVILUPPO TERRITORIALE UMBRO

Filippo Antonelli, Presidente del Movimento Turismo del Vino Umbro, esprime sostegno all’Enoturismo siglando un accordo con Federalberghi per incoraggiare l’attività nel suolo Umbro.

Alla luce della recente intesa raggiunta tra Governo e Regioni in materia Enoturismo, Filippo Antonelli, Presidente del Movimento Turismo Vino dell’Umbria e responsabile di due aziende vinicole nel centro d’Italia, rivela come l’Enoturismo contribuisca a rilanciare il mercato del vino Italiano all’estero e favorisca il turismo nel nostro paese.

Come nasce la sua esperienza nel Movimento Turismo del Vino dell’Umbria?

“Non si è trattato semplicemente di una scelta. Talvolta ti trovi indotto o spinto poiché ti viene data fiducia da altri. Nel mio caso è stato il Consiglio a vedere in me un interlocutore in quanto soggetto ideale di questo progetto”.

Che valore assume il Movimento del Turismo del Vino per le cantine?

“Avendo una cantina sono ben consapevole dell’importanza di un movimento del genere per promuovere la cultura del vino e del territorio. Oggi il Movimento del Turismo del vino si occupa di far sviluppare l’Enoturismo in modo continuativo 365 giorni l’anno. In aggiunta, grazie alla recente intesa raggiunta tra Governo e Regioni relativamente al Decreto sull’Enoturismo, abbiamo realizzato il coronamento del nostro lavoro. Adesso, al contrario di prima, tutte le attività vengono normate il maniera precisa e specifica. Sono contento che la legge sia nazionale e non regionale come invece è stato fatto nel caso degli agriturismi. Nel nostro caso, invece, Unione Italiana Vini e Movimento Turismo del Vino hanno assunto il ruolo di promotori e collaboratori del ministero, instaurando con questi un dialogo che oggi si rivela positivo”.

Con il nuovo decreto alle porte ci si aspetta una strategia sull’Enoturismo che sia comune a livello nazionale. Tenendo conto di questa novità, quale sarà il destino a cui andrà incontro il decalogo dell’accoglienza fissato nel 2003?

“Il nuovo decreto stabilisce dei requisiti standard minimi di qualità per l’esercizio delle attività nelle cantine. Ora non si aspetta altro che la realizzazione di un logo unico a livello nazionale. Il decalogo dell’accoglienza, introdotto dal Movimento del Turismo del Vino nel 2003 per stabilire i criteri di una buona accoglienza, è stato così inglobato dal decreto stesso. Il decalogo è sempre stato un valido strumento, tuttavia oggi andrebbe aggiornato per verificarne nuovamente i parametri”.

In che modo l’Enoturismo può incrementare l’export e quindi aumentare i profitti delle cantine?

“L’Enoturismo è fondamentale soprattuto per una regione come l’umbria: comoda, particolare e mai scontata. Più i turisti consumano i vini e visitano le cantine, più alimentano la richiesta dei vini del territorio. Al contrario, senza questo tipo di attività i nostri vini rischiano di prendere nient’altro che polvere sugli scaffali americani”.

E voi, in quanto Movimento Turismo del Vino dell’Umbria, quali iniziative avete intrapreso? E quali sono gli eventi in programma?

“Per essere sempre più vicini al turismo umbro abbiamo siglato un accordo con Federalberghi. Vogliamo far interagire cantine e alberghi anche attraverso la creazione di pacchetti ad hoc e racchiudendovi tutta la filiera. Questo perchè quando si creano tali sinergie si raggiungono sempre ottimi profitti. E’ una promozione vera a propria. Adesso aspettiamo di coordinarci con le Strade del Vino. Tra gli eventi in programma sono previsti quello estivo del 10 Agosto con Calici di Stelle, Cantine aperte in vendemmia il 23 Settembre e l’evento Cantine Aperte a San Martino per il 10/11 Novembre”.

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