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    In Piemonte è boom di cantine biologiche e sostenibili

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    Tra le regioni più green d’Italia spicca il Piemonte, con un numero crescente di cantine che optano per certificazioni biologiche e sostenibili. A sottolinearlo è Valoritalia, società specializzata nella certificazione dei vini a Denominazione di Origine. E avvalora la sua tesi con una serie di dati.

    Tra cantine biologiche e agricoltura integrata, i numeri del Piemonte del vino

    Il report conferma il percorso virtuoso verso la sostenibilità intrapreso dalle aziende vitivinicole piemontesi. Al momento, in Piemonte, esistono 398 aziende vitivinicole biologiche e 460 attestate con lo standard SQNPI da agricoltura integrata certificate da Valoritalia. A queste, si aggiungono 9 cantine piemontesi che, negli ultimi mesi, hanno ottenuto la certificazione Equalitas, mentre altre 5 sono in via di finalizzazione dell’iter.

    “Nell’ultimo periodo – spiega Alessandro Barbieri, responsabile commerciale di Valoritalia – abbiamo constatato nella regione un crescente interesse sui temi della sostenibilità ambientale. A questo si aggiungono il rispetto dei valori etici e della sicurezza alimentare. Un interesse certamente favorito dal ruolo dei consorzi di tutela, che in questi anni hanno focalizzato le politiche proprio su questi argomenti. Lo dimostra la crescita a doppia cifra delle aziende vitivinicole che, con il supporto di Valoritalia, hanno intrapreso un percorso di certificazione verso l’agricoltura da produzione integrata, biologica o sostenibile. Quest’ultima promossa attraverso il protocollo Equalitas”.

    Che cos’è la certificazione Equalitas

    Come si legge nel sito ufficiale, Equalitas Srl è nata nel 2015 da una iniziativa di Federdoc ed Unione Italiana Vini. Valoritalia, primo ente certificatore delle Denominazioni di Origine del Vino, vi partecipa insieme a CSQA Certificazioni, leader italiano nella certificazione agroalimentare, 3AVino e Gambero Rosso.

    L’obiettivo è quello di promuovere un approccio unico alla sostenibilità del settore vitivinicolo. Tre i contesti fondamentali: sociale, ambientale ed economico. Importante sottolineare come la norma prevede la possibilità di essere adottata da tutti gli attori della filiera vino – agricoltori, trasformatori, imbottigliatori, consorzi di tutela. Le certificazioni toccano, infatti, tre ambiti: l’impresa (standard di Organizzazione), il prodotto finito (standard di Prodotto), il territorio (standard di Territorio).

    Cresce la sensibilità verso il vino biologico

    I numeri del Piemonte del vino non fanno che inserirsi in un trend che si sta sempre più consolidando negli ultimi anni. Una sensibilità in aumento anche tra i consumatori di vino. Secondo Ismea, nel 2020, vino e spumanti bio resistono alla crisi e in Italia mettono a segno un aumento di fatturato del 4% nella Gdo rispetto al 2019. Anche in Francia si punta sul vino biologico: nella regione dello Champagne, il 3,4% della superficie della denominazione è coltivata a bio. Nella prima metà del 2020, inoltre, l’Agence Bio ha già registrato l’inizio della conversione di 137 nuove cantine.

    L’Europa non resta indifferente alla svolta Green del vino. Il Nuovo piano d’azione per l’agricoltura biologica vuole raggiungere l’obiettivo prefissato del 25% dei terreni agricoli a coltivazione bio. Per farlo, sono previste 23 azioni organizzate intorno a 3 assi.

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