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    Arriva fra le mode dei nuovi distillati e della mixologiy il Gin Rosa. Le premesse ci sono tutte: dalle bacche di ginepro all’uso di particolari botaniche. Nato a Milano nel 1820 nella galleria di San Babila nel locale GinRosa, lo spirito oggi è molto apprezzato tra banconi e shaker di molti cocktail bar.

    Che cos’è e quando nasce la mixology

    La mixology si riferisce all’arte di saper miscelare alcolici e non o altre bevande per creare un cocktail. Coniugare i giusti sapori, profumi ed ingredienti per creare drink è una tecnica che affonda le sue radici molto tempo fa. Già in epoca Romana infatti il vino se considerato troppo concentrato e forte veniva diluito con miele, spezie o frutta. Il termine “cocktail” invece, nasce intorno all’800 in Inghilterra e si riferiva a una specie di punch di frutta e spezie. Da qui in poi l’arte di creare drink comincia a farsi strada subendo però dei rallentamenti, soprattutto negli Stati Uniti all’epoca del Proibizionismo nella prima metà del ‘900. Dalla Seconda Guerra mondiale in poi i cocktail nati in America e non solo cominciano a diffondersi in tutto il mondo evolvendo le proprie tecniche di preparazione e dei prodotti in utilizzo.

    Le origini del distillato e la variante rosa del gin

    Inizialmente si trattava di un cocktail a base di gin, angostura e scorza d’arancia. Cocktail che pare sia stato creato agli inizi del XIX secolo nelle imbarcazioni della British Royal Navy per motivazioni simili a quelle che hanno portato alla creazione del Gin Tonic.

    Ad oggi invece si tratta di un vero e proprio Gin dal colore rosa. Questo particolare colore viene dato nel momento della distillazione che avviene insieme a frutti di bosco, fragole, lamponi, pompelmo, ciliegie e rabarbaro o addirittura petali di rosa. Il risultato è un gin sicuramente più dolce di quello bianco, cosa che ultimamente sta piacendo molto.

    La variante cromatica del tradizionale distillato: il Gin Rosa oggi segue le mode e i trend del beverage

    La febbre per il Gin Rosa è incominciata nell’estate 2017 quando il marchio inglese Gordon ha deciso di lanciare sul mercato dei distillati il Gordon’s Premium Pink Distilled Gin. Si tratta di una variante premium che si ispira ad una ricetta del 1880. Il sapore fruttato e deciso irrompe con carattere all’aperitivo e regala un’occasione speciale da condividere con gli amici.

    Nonostante il carattere secco del ginepro ne rappresenti l’essenza, si parla di un nuovo tipo di Gin con aromi e profumi alla frutta, i quali offrono ai consumatori una bevanda più fresca e leggera. Trend che sta davvero spopolando tra i giovani proprio per questa sua essenza morbida e delicata.

    Gin Rosa Cocktail

    Trend di mercato: Gin in pole position

    Gli anni passano ma il gin resta. Secondo una ricerca di Drink International nell’Annual report del 2021, il gin si è confermato al primo posto nella classifica dei distillati più consumati al mondo. Si sa, le abitudini sono cambiate e con locali e club chiusi il consumo tra le mura di casa è aumentato, facendo registrare alla Gdo nel 2020 un aumento di circa il 30%.

    Una nuova sorpresa questo nuovo trend alimentato dal sempre più crescente interesse di molti verso il mondo degli spiriti e della mixology. Questo particolare Gin Rosa è amato soprattutto per la sua estrema versatilità in miscelazione.

    Cocktail di primavera, la parola all’esperto

    Per fare un po’ di chiarezza su questo particolare distillato abbiamo fatto qualche chiacchera con Leonardo Rossi, Consulente aziendale in ambito ho.re.ca, docente e Vice Presidente e Responsabile nazionale del gruppo di servizio di Assosommellier.

    Leonardo Rossi
    “Sono nato e vivo in Umbria, terra che amo e da cui non riesco ad allontanarmi se non in direzione del mare.
    Faccio da sempre formazione specifica su birra e distillati, la mia carriera professionale è iniziata dietro un bancone e la passione per la miscelazione è solidamente parte della mia vita”.

    Tra i consigli di Leonardo quello di propendere verso meccaniche di miscelazione semplici. Un’idea da provare a casa potrebbe essere quella relativa a un mix inglese ed italiano che vede aggiunto al Gin Rosa il Prosecco. Un’alternativa interessante per gli amanti delle bollicine che potrebbe regalare al palato sorprendenti soddisfazioni. Ma non ci fermiamo qui: si potrebbe provare anche ad aggiungere qualche succo di frutta al gusto di arancia e pompelmo. Questo aiuterebbe a conservare completamente l’essenza tipica del Gin. Da non dimenticare ovviamente i toni ruvidi d’espressione delle toniche.

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