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    Donne in quota in Chianti Classico

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    Quattro produttrici, quattro storie di tenacia e sensibilità femminile come modello per un nuovo format di eventi di approfondimento territoriale: Donne in quota in Chianti Classico


    Quattro donne e quattro storie di vino, unite dal Chianti Classico e da uno spirito tenace e temprato dalle sfide quotidiane dell’essere imprenditrici in un mondo a maggioranza spiccatamente maschile.

    Protagoniste di Donne in quota in Chianti Classico sono state Susanna Grassi, Sophie Conte, Sofia Ruhne e Serena Coccia, ovvero le 4S rispettivamente de I Fabbri (Lamole, Greve in Chianti), Podere Castellinuzza (Lamole, Greve in Chianti), Terreno (Montefioralle, Greve in Chianti) e Tregole (Castellina in Chianti) hanno organizzato un’insolita degustazione dei loro vini, in presenza e all’aperto, in sicurezza. 

    Donne in quota in Chianti Classico: l’evento

    Calici in alto sotto un timido sole primaverile affacciato sul versante fiorentino del Gallo Nero, quello di confine di Lamole, un’area piuttosto in quota per la denominazione, dove i vigneti si spingono oltre i 600 metri.

    Con l’elegante regia della collega Asa Johansson, le quattro produttrici hanno presentato ad un ristretto gruppo di giornalisti i loro vini e soprattutto illustrato la loro filosofia, il loro modo di vivere dentro un mondo tendenzialmente muscolare, ma dove la sensibilità, l’intuito e la passione femminile si stanno – meritatamente – facendo sempre più largo, non per un’applicazione “dovuta” delle quote rosa ma perché è indubbio che in certi ambiti il tocco delle donne abbia una marcia in più.

    In questo scenario la qualità dei rispettivi vini (annata o riserva) diventa praticamente una conseguenza, capace di trasmettere valori tramandati di generazione in generazione, da padre a figlia, dando continuità e resilienza ad una caparbietà che appunto si ritrova in queste uve sangiovese, piantate fin lassù, spesso tanti anni fa e che, ancora oggi, danno vita ad acidità, struttura ed eleganza interessanti e meritevoli. Il format è piaciuto ai presenti e al sottoscritto, tornato a partecipare ad un evento dal vivo dopo una lunga e forzata assenza per i motivi che tutti conosciamo e condividiamo da oltre un anno.

    Aspettando le Anteprime Toscane

    L’incontro con colleghi ed addetti ai lavori, dopo mesi trascorsi di fronte ad un asettico video, ha rimesso in moto idee e voglia di scambio e confronto, anche sulla natura che questi tipi di eventi potranno avere d’ora in poi.

    In attesa delle Anteprime toscane in programma a metà maggio, il piccolo si conferma oggi ancora più bello di prima ed anche sicuro.

    Per questo nasce spontanea la riflessione sul perché i Consorzi, e rimanendo in zona mi riferisco soprattutto a quello del Chianti Classico, non abbiano pensato all’organizzazione di micro eventi sul territorio, in cui soffermarsi sulle singole aree produttive e i loro interpreti, in forma ridotta ma capace di garantire il dovuto approfondimento, sia dal punto di vista dei produttori che degli stessi addetti ai lavori. 

    Giovanni Pellicci

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