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    Ne parliamo con Antonella D’Isanto, etiquette coach, formatrice e docente a corsi di galateo e accoglienza per valorizzare relazioni e business.

    Antonella, tu pensi che il decanter sia davvero utile su una tavola?

    Qualcuno ritiene il decanter un oggetto snob e superato. Io lo ritengo un oggetto di grande fascino e in un paio di casi indispensabile. Sul mercato se ne trovano di varie forme e con surreali linee di designer,  possono essere di vetro o di cristallo.

    Quindi per quali vini lo ritieni necessario?

    Non tutti i  vini  infatti  necessitano di essere decantati, per esempio non si decantano  gli spumanti, i  vini bianchi, rosati, i rossi giovani, con la sola eccezione di  un grande vino rosso giovane.

    In caso di rosso giovane cosa bisogna fare?  

    Con un rosso giovane ancora molto tannico si consiglia  di decantarlo senza molta cura mettetelo nel decanter, a scroscio, per implementare  l’ossigenazione dei tannini  che si ammorbidiranno. Il vostro palato vi ringrazierà. 

    E per un rosso più datato?

    Se serviamo un vino vecchio e ci accorgiamo che  ha dei sedimenti presenti sul fondo della bottiglia,  del decanter non si può fare a meno.  Succede infatti che durante  il servizio  alzare varie volte la bottiglia fa muovere i sedimenti che sono depositati sulla picure e naturalmente dopo un paio di volte che muoviamo la bottiglia per servire, i sedimenti del vino muovendosi si uniranno al vino e  li troveremo nel bicchiere alterandone così la limpidezza.
    Quindi  in questi casi  si stappa la bottiglia  con molta cura,  si versa il vino nel decanter, senza fare movimenti bruschi, senza farlo gorgogliare mettendo  dietro la bottiglia  una fonte di luce in modo da poter vedere in controluce,  sul finale, l’arrivo dei sedimenti e smettere di versare.  

    E se in casa non si ha un decanter?

    Niente panico al suo posto possiamo utilizzare, per esempio  una caraffa di vetro, ma l’indomani mi raccomando andate a comprare un decanter,  i vostri ospiti vi ringrazieranno per il perfetto servizio del vino, la bella mise en place, gli  ottimi cibi, e acquisirete la fama di perfetti  anfitrioni.

    Chi è Antonella D’Isanto

    Cuore siciliano, ironia toscana, animo inquieto. Antonella d’Isanto è nata in Sicilia e non ha mai dimenticato la sua terra e la rigida educazione della nonna che le ha insegnato  il piacere per la lettura, la cucina, la bella biancheria ricamata, l’ospitalità, il gioco delle carte e a bere  il vino del suo piccolo vigneto. Laureata in Sociologia a Urbino, vive a Firenze e il suo animo inquieto, appassionato e ricco di interessi,  l’ha trasformata da consulente del lavoro a proprietaria dell’azienda vitivinicola I Balzini,  l’azienda familiare  fondata dal marito e adesso condotta dalla figlia Diana. Antonella oggi è etiquette coach, formatrice e docente a corsi di galateo e accoglienza per valorizzare relazioni e business. Cura il blog www.tempidirecupero.eu

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