Ci pensa Vino à Porter, il sommelier virtuale, idea di una startup milanese.

Quanto è difficile trovare il vino che maggiormente possa incontrare i nostri gusti o i gusti dei nostri ospiti? Oppurevino-a-porter individuare la bottiglia giusta per una cena importante? Ecco che la tecnologia può venirci in aiuto. Il sommelier virtuale in questo caso si chiama Vino à Porter. Si tratta di una startup milanese che ha pensato un algoritmo del gusto: il progetto, definito da Gambero Rosso come uno dei più innovativi made in Italy, è di tre ragazzi under 30, Matteo Parisi, Marco Piazzalunga e Lorenzo Moro.

L’algoritmo agisce analizzando le risposte del cliente a semplici domande collegate al mondo del vino. Così si raccolgono informazioni sui gusti e le aspettative, attraverso un test che richiede meno di un minuto: il risultato è un’offerta personalizzata, composta da una selezione delle etichette che meglio si sposano al palato e ai cibi consumati dall’utente.

“L’idea – spiegano – è nata per dare la possibilità agli utenti di trovare un vino adatto ai loro gusti, alle loro cene, senza spendere più di un minuto per sceglierlo. Un vino che fosse sempre qualcosa di nuovo, consegnato rapidamente a casa, alla temperatura giusta. Non trovando un servizio che rispondesse all’esigente domanda, abbiamo deciso di mettersi in gioco”.

Per garantire un servizio di alta qualità, la startup ha stretto un rapporto di collaborazione con l’Associazione Italiana Sommelier, che ha collaborato alla creazione dell’algoritmo e alla selezione delle cantine, 150 in tutta Italia, principalmente al di fuori dei circuiti commerciali più noti. Le cantine entrano in catalogo attraverso delle “degustazioni pilota”, che preliminarmente testano i feedback dei consumatori.

Vino à Porter si contraddistingue anche per la celerità della consegna: trenta minuti per i clienti residenti a Milano, 48 ore nel resto d’Italia. www.vinoaporter.com