Il punto della direttrice del Consorzio, Carlotta Gori, in diretta dal Chianti Classico Collection 2018.

La Chianti Classico Collection 2018 si è chiusa con un record di presenze aziendali (186), 659 etichette in degustazione e circa 9.000 bottiglie stappate in una location che ormai è casa per gli associati, la Stazione Leopolda. Qui abbiamo incontrato la direttrice del Consorzio del Gallo Nero, Carlotta Gori, che ci ha aggiornati su candidatura Unesco e neo Distretto Rurale del Chianti.

Direttrice, a che punto è la candidatura Unesco per la zona del Chianti Classico?
Stiamo lavorando in modo intenso per costituire il Comitato Promotore per la candidatura. Il nostro è un territorio di eccellenza e speriamo ci venga riconosciuto anche dall’Unesco. In questo momento siamo concentrati sull’inserimento nella Tentative List del Ministero dei Beni e Attività Culturali e del Turismo, cosa che contiamo di portare a compimento nel giro di pochi mesi.
Che valore ha tale candidatura per il Consorzio del Gallo Nero?
La candidatura ha senso solo se nasce dal basso. Il nostro desiderio è che i cittadini siano coinvolti affinchè sentano che il progetto li riguarda. Per quanto ci concerne stiamo portando avanti l’iter in sinergia con le amministrazioni locali, sappiamo che questa è l’unica strada per centrare l’obiettivo.
A fronte di un processo in itinere ce n’è uno già confermato, ovvero quello del Distretto Rurale del Chianti…
Si, è stato riconosciuto dalla Regione a gennaio, e siamo contenti di comunicare che grazie a un Provvedimento Ministeriale, i Distretti Rurali già ufficialmente in essere sono stati qualificati anche come Distretti del Cibo. In qualche modo il Legislatore ha confermato che il binomio valore dei prodotti agroalimentari e valore dei paesaggi di un territorio devono viaggiare insieme: la forza di un prodotto viene dalla forza del territorio da cui nasce.