Un gruppo di giovani specialisti (medici, fisioterapisti, nutrizionisti e personal trainer) pronti a mettere a disposizione le proprie competenze per accompagnare gli avventurieri nel pellegrinaggio ed erudirli sui fondamenti del mangiare bene

Quando si pensa al Cammino di Santiago è pressoché impossibile ignorare l’ampia varietà di implicazioni emotive, psicologiche e fisiche che ne deriva. Elementi essenziali, che impediscono di relegare questa esperienza ad un più semplicistico concetto di “viaggio”. Un’avventura unica, formativa, che, riuscendo a segnare profondamente la vita di chi ne intraprende la strada, è sinonimo di salute e rinascita. Lo sanno bene gli specialisti del progetto “Cammino di Santiago coi dottori, tra salute e spiritualità”, l’iniziativa nata da un’idea del dottor Lorenzo Anelli, medico chirurgo specializzato in Oncologia e nutrizionista, volta a fornire un sostegno di tipo didattico-terapeutico a chiunque desideri affrontare il pellegrinaggio con un valore aggiunto. Concepito inizialmente per i pazienti oncologici ed ora aperto a tutti, il cammino coi dottori inaugurerà quest’estate la sua prima edizione che, totalmente gratuita, vedrà un pool di giovani professionisti (medici, fisioterapisti, nutrizionisti e personal trainer) accompagnare gli avventurieri negli ultimi 100 km del tragitto (da Sarria e Santiago de Compostela). Il tutto all’insegna dell’educazione ad un’alimentazione corretta e ad uno stile di vita sano con lezioni nutrizionali e di yoga. Ne abbiamo parlato con le dottoresse Francesca Brigato, medico chirurgo, ed Evelyn Capalbo, dietista nutrizionista, alla loro seconda esperienza con il cammino di Santiago.

 
Com’è nata l’idea di questo progetto?

F.B.: “È nata dopo aver sentito la storia di un paziente che, pur avendo superato in modo positivo e brillante una malattia, aveva rinunciato al cammino per paura di non riuscire ad affrontarlo”.

Quali sono i benefici fisici e psicologici del Cammino di Santiago?

F.B.: “Dal punto di vista psicologico, il cammino rappresenta un momento di stacco dalla vita di tutti i giorni, in cui l’unico pensiero è camminare, fare un passo dopo l’altro, scoprire quanto il proprio corpo riesca a sopportare. I benefici fisici vengono da soli: gli studi del dottor Anelli nel corso del suo percorso con la bioimpedenziometria hanno rivelato risultati a dir poco eccezionali, con una diminuzione di massa grassa e un aumento della massa magra. Il corpo cambia ogni giorno, sente la stanchezza in maniera diversa, i 20 km al giorno, che all’inizio sembravano qualcosa di impossibile, diventano una semplice passeggiata. È qualcosa di incredibile!”.

Meglio da soli o in compagnia?

F.B: “Anche se si parte soli in realtà non lo si è mai. Lungo il cammino si trovano talmente tante persone che sembra quasi di scoprire il mondo in un unico posto. E anche quando si parte in compagnia, si trova il tempo di star soli con se stessi a lasciar scorrere pensieri talvolta così disparati da non saper nemmeno da dove si era iniziato a pensare. Il tempo con gli altri diventa momento di condivisione, reale”.

E.C.: “Questo dipende dalla persona. C’è chi preferisce partire da solo per ritrovare se stesso e chi preferisce partire in compagnia per sapere di avere un supporto. In entrambi i casi, ne vale sicuramente la pena”.

Che preparazione bisogna seguire per affrontare il viaggio al meglio?

E.C.: “È importante sia il piano fisico che quello alimentare. Da un punto di vista fisico, bisogna cominciare a prepararsi almeno 5-6 mesi prima della partenza per evitare eventuali problemi, quali dolori e fatica eccessiva. Un allenamento graduale, partendo anche da 2 km per chi non è abituato, aiuta ad arrivare preparati fisicamente al viaggio. Sul fronte alimentare, è necessario stare attenti sia alla qualità che alla quantità degli alimenti che si consumano, prima, durante e dopo l’allenamento. Il fattore alimentazione è parte integrante della preparazione e ci aiuterà anche durante il cammino. Non bisogna patire la fame o essere eccessivamente sazi quando si affrontano lunghi percorsi. Al momento di partire tutti si chiedono se ce la faranno. Con gli allenamenti, la corretta alimentazione e la giusta compagnia (quella degli altri o semplicemente la nostra) è impossibile fallire”.

Quanto conta istruire ad un’alimentazione corretta?

E.C.: “Un’ alimentazione sana può essere un’ arma potente per la prevenzione di numerose patologie e può aiutare ad affrontare meglio la quotidianità. In alcuni casi, un improvviso calo glicemico, mal di testa frequenti o una sensazione di fatica senza aver svolto attività fisica possono essere sintomi di una cattiva alimentazione. Saper mangiare aiuta a star bene sia fisicamente che psicologicamente. Come sostenuto dal dottor Anelli, il ritorno ad alimenti semplici, originali, non vittime dell’industrializzazione e delle pubblicità è un passo molto importante verso la salute. L’educazione delle persone sulla scelta e sull’utilizzo degli alimenti corretti è fondamentale”.

Cosa vi aspettate da questa esperienza? Che messaggio volete trasmettere?

F.B.: “Sinceramente, non saprei cosa aspettarmi. La prima volta ho viaggiato per me, questa volta si viaggia per gli altri; e ciò, secondo me, rende diverso il percorso. Ma d’altronde la prima volta sono partita con l’idea di rimanere sola e non l’ho mai fatto. Il bello del cammino è che riesce a sconvolgerti i piani. Magari partiamo per aiutare qualcuno, e finiamo per essere aiutati”.

E.C.: “Il mio cammino personale l’ho già fatto ed è stata un’esperienza meravigliosa. Ho provato emozioni che porterò sempre con me. Mi piacerebbe fare provare le stesse cose anche ad altre persone che hanno paura di mettersi in cammino per problemi di salute o perché non vogliono partire da soli. Non saprei di preciso cosa aspettarmi. È una novità anche per me, però sono sicura che sarà un’altra avventura degna di essere ricordata”.

 

Per info e prenotazioni:
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Gruppo Fb: Cammino di Santiago coi dottori, tra salute e spiritualità