La Vivai Viticoli Trentini (Vi.Vi.T) nasce per rispondere alle nuove esigenze del mercato vivaistico viticolo, oggi dinamico e professionale.
I migliori vivaisti mettono a disposizione le proprie piante, accuratamente controllate in ogni fase produttiva e rigorosamente selezionate prima della messa a dimora.
Vi.Vi.T. mette a disposizione le principali varietà di vite, sia a diffusione nazionale, sia coltivate in ambiti più ristretti; moltiplica, inoltre, su commissione, le varietà locali caratteristiche di ogni singola zona viticola mantenendo e preservando il patrimonio ampelografico italiano.
Visitare le aziende servite e condividere con loro il piacere della buona riuscita del vigneto e del loro prodotto, è per noi di Vi.Vi.T. la più grande soddisfazione.

 

Il titolare
Amministratore unico e responsabile tecnico e commerciale, il Dott. Marco Vacchetti, si è laureato nel 1997 a Bologna con una tesi sulla viticoltura.
Dal 1994 si è occupato di viticoltura approfondendo gli aspetti teorici e pratici per la gestione e l’ottimizzazione di un moderno vigneto.
Dal 1998 si è specializzato nel vivaismo viticolo, primo anello della filiera, diventando un punto di riferimento nel settore, sia a livello nazionale che internazionale.
Condivide la sua esperienza, in tutte le regioni italiane, tanto nell’ambito delle piccole aziende, quanto con i grandi e rinomati gruppi vitivinicoli a livello internazionale.
Collabora con molti professionisti del settore, agronomi ed enologi, per un continuo scambio di esperienze, attuando numerose iniziative sia in Italia, sia all’estero, ed in particolare in Albania, Brasile, Romania, Bulgaria, Turchia, Grecia, Spagna, Francia….
Dal 2001 al 2013 è stato componente esperto del “Comitato Nazionale per la classificazione delle varietà di vite” in seno al Ministero dell’Agricoltura.
E’ attualmente responsabile degli aspetti qualitativi della produzione delle piante svolgendo attenti controlli sul materiale d’innesto, nei vivai e durante la cernita.
La produzione
Le piante sono il risultato di una selezione genetica e sanitaria scrupolosa; ogni gemma e ogni portinnesto sono scrupolosamente controllati, tanto che sono stati creati dei campi specializzati per la loro esclusiva produzione.
Ogni fase del ciclo produttivo rispetta un disciplinare tecnico di produzione che viene tenuto sotto controllo dal singolo produttore, coadiuvato dai responsabili tecnici. Ulteriori controlli vengono infine effettuati in fase di confezionamento del materiale dai responsabili dell’azienda.
Le piante, per essere commercializzate, rispondono a rigorosi parametri tecnico-qualitativi di produzione: in particolar modo debbono avere un apparato radicale ben sviluppato e distribuito alla base del tallone della talea ed un punto d’innesto omogeneo, nonché perfettamente saldato. Tutte le piante sono infine paraffinate e confezionate in maniera tale da garantire la migliore conservazione e facilità di trasporto.
Di seguito la tipologia di barbatelle disponibili:
-Barbatelle innestate a radice nuda 35 cm
-Barbatelloni 60 cm – 90 cm
-Piante in vaso di due anni con tralcio 80 cm
-Barbatelle selvatiche 50-60 cm
Le varietà
Vengono moltiplicate un numero elevato di varietà per soddisfare i molti clienti delle innumerevoli zone viticole italiane.
Le varietà possono non essere sempre disponibili durante l’anno, in quanto già alienate ad altri acquirenti, o non prodotte per ragioni non sempre a priori preventivabili.
La scelta della varietà è in funzione di:
-tipo di terreno
-clima
-obiettivo produttivo o enologico
-sensibilità alle malattie
-varietà raccomandate e autorizzate della zona
-tendenze di mercato
-calendario di raccolta aziendale
Il portinnesto
Il ruolo del portinnesto riveste un’importanza fondamentale nell’equilibrio vegeto-produttivo della pianta. La scelta del portinnesto deve quindi essere in grado di massimizzare il livello quali-quantitativo nelle diverse situazioni pedoclimatiche. Sotto il profilo agronomico, tale scelta assume dunque un significato che a volte è determinante, e che ha permesso di ricostruire la viticoltura post-filosserica.
La scelta del portinnesto è in funzione di:
-tipo di terreno
-vitigno
-densità d’impianto che si intende adottare
-obiettivo produttivo o enologico