Il ruolo fondamentale giocato dai vivaisti trentini per riportare in vita l’enologia italiana colpita dalla fillossera è cosa risaputa. Vivai Cooperativi Padergnone affonda le proprie radici nella stessa salda esperienza dei vivaisti locali ed è fra le più longeve realtà in Italia. Correva infatti il 1955 quando alcuni vivaisti trentini decisero di riunirsi in cooperativa per affrontare al meglio le richieste e le nuove sfide del mercato. Oggi Vivai Cooperativi Padergnone riunisce una trentina di aziende sotto la regia di un’unica direzione, riuscendo così a moltiplicare un gran numero di varietà e relative combinazioni di innesto, senza perdere il prezioso standard qualitativo riferibile ad una azienda artigianale, ma con la sensibilità di una grande organizzazione che anno per anno investe in ricerca e in selezioni clonali.

 

Competenza, sperimentazione e programmazione

Sono questi i capisaldi aziendali che permettono alla Vivai Cooperativi Padergnone di garantire ogni anno barbatelle sane e su misura, di tutte le maggiori varietà, in risposta alle crescenti richieste del mercato. Infatti, soprattutto nell’ultimo biennio, la domanda per le varietà più diffuse come Glera e Pinot, oltre a Sangiovese e Primitivo di Manduria, è letteralmente esplosa. Merito di una congiuntura fra scadenze dei diritti di reimpianto, annate particolarmente fortunate dal punto di vista meteorologico e di soddisfazione per il mercato del vino.
Al fianco dei produttori: il servizio di consulenza
L’azienda dispone di numerosi portainnesti e selezioni clonali che consentono al viticoltore di creare una barbatella su misura, in linea con le sue esigenze e con l’ambiente pedoclimatico. Proprio questa ampia scelta e le nuove sfide poste dal clima possono creare nel produttore vitivinicolo dubbi su quale sia la varietà più adatta per il terreno e clima in cui si trova. Vivai Cooperativi Padergnone è al fianco dei viticoltori italiani anche in questo, con un servizio di consulenza competente e dedicato a cura dei propri agronomi per capire potenzialità e dinamiche del nuovo vigneto, anche a seguito di eventuale sopralluogo.
Pianificazione
Necessario dunque, vista la grande richiesta, pianificare per tempo, non solo per capire quali siano le barbatelle più idonee ma anche per avere un quanto più ampio ventaglio di scelta, soprattutto in caso di grandi quantitativi e innesti particolari. Le prenotazioni delle barbatelle vanno fatte entro i primissimi mesi dell’anno onde evitare di trovarsi scoperti. Tale lungimiranza apporta benefici non solo dal piano logistico e qualitativo ma anche economico, con trattamenti agevolati.
Innovazione costante: otto nuovi cloni
La maestria dimostrata da Vivai Cooperativi Padergnone nell’aprirsi non solo il mercato nazionale ma anche quello estero deve molto al continuo investimento in ricerca e sperimentazione. Fra i progetti d’avanguardia, frutto di un lavoro durato oltre dieci anni, va annoverata la collaborazione col Consorzio Ampelos che ha reso possibile la messa in commercio di otto nuovi cloni. Si tratta nella fattispecie di tre varietà a bacca bianca (FALANGHINA Ampelos EVA 1, FIANO Ampelos EVA 2, PINOT GRIGIO Ampelos VCP 4), di quattro a bacca rossa (AGLIANICO DEL VULTURE Ampelos VCP VL 5, NERO D’AVOLA Ampelos VCP 2, PRIMITIVO Ampelos VCP VL 1, REBO VCP 3) e una a bacca grigio-rosata (TRAMINER AROMATICO RS. Ampelos VCP 6).
Il clone omologato, grazie ai controlli severissimi cui è sottoposto per essere dichiarato idoneo, possiede in primis la garanzia di sanità. A ciò si aggiunge la qualità in fatto di produttività e caratteristiche enologiche, merito della rigorosa selezione che ne è alla base.
Work in progress: prossimamente cinque nuovi cloni
Vivai Cooperativi Padergnone sta inoltre lavorando su altri cinque cloni di Chardonnay, Merlot, Barbera, Müller Thurgau e Cabernet Franc.  Vivai Cooperativi di Padergnone fa parte del consorzio CIVIT, un consorzio fra i vivaisti trentini e Fondazione Mach di San Michele all’Adige per la selezione di varietà e cloni innovativi.