La Tenuta di Canneto raccoglie diciotto poderi su una superficie di 1.000 ettari, di cui 30 dedicati alla coltura della vite. Una moderna cantina trasforma l’uva in vini di alta qualità, espressione dello spirito dell’azienda

Canneto è un piccolo e scenografico borgo medioevale, posto su uno sperone roccioso che domina la  macchia mediterranea delle Colline Metallifere maremmane, non lontano dal mare. Intorno a questo centro si sviluppa la Tenuta di Canneto, in un’area dolcemente collinare tra le valli dei fiumi Sterza e Cornia, per un totale di circa 1000 ettari suddivisi in 18 poderi. In questo contesto risulta naturale la coltivazione della vite e dell’olivo, ma anche l’allevamento di pregiati esemplari di Chianina, perché qui ogni attività dell’uomo è premiata con l’eccellenza dei prodotti.
L’allevamento è una attività storica di Tenuta di Canneto: oggi 200 ettari  sono dedicati al pascolo ed alla produzione di foraggio per circa 100 tra fattrici e vitelli, che sono ricoverati e alimentati in due stalle.  Nella proprietà si trovano poi quasi 2200 olivi, equamente divisi tra le varietà Frantoio e Leccino, dai cui frutti nasce un Olio Extravergine verde dorato, fruttato all’olfatto e al gusto, gradevole retrogusto leggermente piccante. La coltura della vite, su circa 30 ettari, è stata avviata nelle zone che ad un’attenta analisi scientifica sono risultate più adatte per analisi del terreno ed esposizione: questi appezzamenti a macchia di leopardo sono stati vitati con selezione clonale dei più eccellenti Cru, che in campo sono costantemente seguiti da mani esperte, per consegnare in cantina le migliori uve.
Dal 2009, proprio la Cantina è il fiore all’occhiello di Tenuta di Canneto, regno di uno dei più blasonati enologi italiani e fattore fondamentale per la produzione di vini di alta qualità, che sono espressione dello spirito dell’azienda. Costantemente rinnovata ed aggiornata, dispone di una linea di cernita delle uve per selezionare l’eccellenza della vigna, prima che vasche troncoconiche di piccola capacità accolgano i singoli lotti di Syrah e Sangiovese, per la fermentazione. Tutti i vasi vinari di fermentazione ed affinamento dispongono di un sistema di termoregolazione, e la microssigenazione è controllata elettronicamente da computer. L’invecchiamento avviene infine in barrique: ce ne sono 90 tra nuove, di secondo e di terzo passaggio.