La Cantina Sociale di Quistello, nell’Oltrepò Mantovano, è una delle cooperative più antiche della provincia e la più grande in quanto a ettari e produzione.

 

Giusto per dare qualche numero: fondata nel 1928, oggi conta 200 soci conferitori, per un totale di circa 340 ettari vitati, una capacità di 60 mila quintali di uva, 40 mila ettolitri di vino prodotti, un terzo della produzione (1 milione di bottiglie) venduto come confezionato e il rimanente commercializzato sfuso. Numeri che dimostrano l’impatto della Cantina sul territorio.
Il Grappello Ruberti
Grande protagonista a Quistello, il Grappello Ruberti è il clone che la Cantina ha scelto come suo porta bandiera, in quanto caratterizzato da grande qualità. Benché da tempo dimenticato, con volontà e ingenti investimenti oggi il clone è tornato alla ribalta. Il Grappello Ruberti, il cui riconoscimento ministeriale risale alle scorso ottobre, è un vitigno con dotazione polifenolica notevole e una buona acidità, che dà vini fruttati e speziati, equilibrati, persistenti. Cantina Cooperativa di Quistello produce – per un 90% – Lambrusco, Doc con la menzione “Mantova” e Igt come “Lambrusco di Quistello”.
Il Presidente, Luciano Bulgarelli
Luciano Bulgarelli (Presidente anche del Consorzio Vini di Mantova), racconta a proposito dell’annata 2014: “É stato un anno proficuo sia per Quistello che per il Consorzio:  abbiamo puntato sulla comunicazione dei vini del mantovano e sulla promozione, in Italia e all’estero. Inoltre, benché la nostra sia una realtà storica e tradizionale, abbracciamo la modernità con favore, sia in cantina che nelle scelte legate al marketing”.
Lambrusco, anche monovitigno
Lavorare sul monovitigno sul Lambrusco non è cosa comune. Proprio dagli studi sul monovitigno sono nati i due “80 Vendemmie”, scuro o rosato, quest’ultimo di un particolare colore “cipolla di tropea brillante”. Le dimensioni produttive della cooperativa permettono il contenimento dei costi e l’ingresso sul mercato con un ottimo rapporto qualità/prezzo.