Venosa e il vino
Siamo in Lucania, Basilicata, una terra dalla lunga tradizione enoica che ha però visto riconosciuta solo recentemente la propria qualità enologica. Se da un lato, infatti, il suo vitigno principe, l’Aglianico, giunse qui con i coloni greci nel VII secolo a.C. – Aglianico è in realtà un adattamento di Hellenicum – dall’altro la Docg Aglicanico del Vulture Superiore arriva solo nel 2010.

 

Aglianico: le potenzialità
Un uva rossa dalla forte personalità – tanto da essere definita il Nebbiolo del Sud – con un tannino importante e lunga potenzialità nell’invecchiamento. Qui l’Aglianico beneficia inoltre dei suoli vulcanici e di altitudini tali da permettere un ulteriore arricchimento aromatico grazie alle nette escursioni termiche.
La Cantina
Una realtà storica che nasce nel 1957 e che oggi conta 500 soci. Si tratta di una realtà più grandi della Basilicata che ha permesso grazie ad importanti investimenti di innalzare il livello qualitativo regionale ottenendo anche importanti riconoscimenti.
Sostenibilità
Nel progetto di valorizzazione qualitativa di questi territori, la sostenibilità riveste un ruolo importante negli investimenti realizzati dalla Cantina di Venosa grazie alla volontà del presidente Francesco Perillo. L’approccio green copre tutta la filiera produttiva: dai vigneti sino alla vinificazione per terminare con l’imbottigliamento. Fra i filari viene infatti praticata la lotta integrata contro i parassiti mentre in cantina l’impianto fotovoltaico di 200 kw permette all’azienda di azzerare le emissioni di anidride carbonica. Cantina Venosa fa inoltre uso di vetro riciclato al 70% e grazie al moderno sistema di imbottigliamento è in grado di limitare al massimo gli sprechi. La sostenibilità arriva anche ai dettagli, con l’uso di colle vegetali per il confezionamento finale.
Il Carato Venusio
Si tratta di un Aglianico in purezza maturato a 500 metri sul livello del mare. La vendemmia viene effettuata ai primi di novembre, dopo una leggera surmaturazione delle uve in pianta che permette di ottenere aromi più maturi al naso e una maggiore morbidezza al palato. La raccolta viene effettuata nelle prime ore del mattino in maniera manuale proprio per preservare al meglio i singoli chicchi. La vinificazione avviene in piccoli fermentini mentre la macerazione pellicolare dura circa una quindicina di giorni a temperatura controllata. Infine viene realizzato in acciaio il completamento della fermentazione alcolica e quella malolattica. Per l’affinamento, che dura circa due anni, vengono invece usate botti di rovere francese. Infine, il Carato venusio affina in bottiglia per altro dodici mesi. Vino rosso di grande struttura, aromi che vanno dalla frutta in confettura alle spezie dolci, dalla violetta al ribes, e sorso pieno, intenso ed asciutto, piacevolmente tannico. Fra i riconoscimenti ottenuti dal Carato Venusio figurano anche quelli dell’importante fiera di Merano dove ha conquistato il Gold Merano Award.
Terre di Orazio – Aglianico
Sempre da Aglianico ma da piante di 15-30 nasce il Terre di Orazio Doc, un vino dalla personalità più giovane e fresca rispetto al Carato.  Bel rubino con riflessi granati, bouquet vinoso con sentori floreali e di piccoli frutti di bosco, sorso agile che mescola un tannino ben equilibrato alla freschezza del frutto.
Terre di Orazio – Dry Muscat
Un bianco da uve Moscato in purezza, questo vino è realizzato per mezzo di tecniche di cantina che permettono di conservare inalterato il grande apporto aromatico di quest’uva. Il Moscato è probabilmente tra i vitigni più storici di tutti e viene spesso utilizzato per produrre vini dolci e spumanti. Il terre di Orazio Dry Muscat è invece prodotto con uno stile completamente diverso che gli conferisce un’inconfondibile personalità. Colore bianco paglierino brillante con leggeri riflessi dorati, bouquet aromatico, intenso ed avvolgente e  sapore pieno, fresco e persistente con una gradevole vena acida.