Argiano: l’equilibrio in vigna alla base di un prodotto che raggiunge l’eccellenza

Argiano: l’equilibrio in vigna alla base di un prodotto che raggiunge l’eccellenza

C’è tutta l’unicità del territorio di Montalcino dentro i vini di Argiano. Un legame, quello con la terra, che l’azienda considera prezioso e che, negli ultimi anni, ha cercato di rafforzare: lo ha fatto scegliendo un metodo di lavoro che si allontana da tutto ciò che è chimico ed industriale, rispettando l’equilibrio naturale dell’ambiente e puntando, così, ad un vino che rispecchi l’anima e l’identità del luogo.Ne parliamo con Francesco Monari, Responsabile Gestione Agronomica della cantina.

 

Francesco, negli ultimi tempi si sente tanto parlare di vini biologici, attenzione ai cambiamenti climatici, riduzione dell’impatto dell’uomo sull’ambiente. Come si inserisce Argiano, che ha fatto del rispetto del territorio una filosofia, in questo contesto?

Per noi di Argiano la parola d’ordine è equilibrio: la natura è già equilibrio e perfezione e noi vogliamo rispettarlo, cercando di assecondare e non di modificare l’ecosistema e la sua armonia. Aderiamo al disciplinare di coltivazione biologica ma spesso andiamo oltre per quanto riguarda le operazioni di rispetto dell’ambiente. Abbiamo smesso di provare a forzare i processi naturali, scegliendo di fidarci di essi e di ciò che ci offrono: per questo, ormai da sei anni, non usiamo più insetticidi (neppure se di origine naturale), responsabili di uccidere non solo gli agenti dannosi, ma tutto l’ecosistema, avendo, questi un ampio spettro d’azione. Per riuscire a ripristinare l’equilibrio ci vogliono decine di anni, per distruggerlo, sono sufficienti cinque minuti. Quando la natura ha bisogno di una mano, al posto di prodotti chimici, ci avvaliamo di sistemi di lotta biologica (rame e zolfo) coadiuvati da prodotti come la propoli, la zeolite, il caolino, il tannino di castagno. Oggi, la biodiversità ci ringrazia; dove c’è biodiversità, c’è equilibrio…e dove c’è equilibrio c’è qualità.

 

Si tratta, dunque, della natura stessa che viene in aiuto della natura?

Esatto. Contro la Tignoletta della vite, ad esempio, usiamo il metodo della confusione sessuale. Abbiamo installato nei nostri vitigni degli erogatori di feromone femminile ogni 20m3: il maschio recepisce centinaia di richiami sessuali ed entra in confusione non riuscendo, così, ad accoppiarsi. Per combattere la Cocciniglia cotonosa, invece, ci avvaliamo dell’aiuto di altri piccoli esseri viventi: gli Anagyrus. La Cocciniglia è un insetto che si ripara all’interno del grappolo, portandolo, poi, a imbrattamento. Noi lanciamo circa 1000 individui di Anagyrus ogni ettaro: questo piccolo moscerino penetra all’interno del grappolo e si serve della Cocciniglia come substrato per la deposizione delle sue uova. Le uova diventano larve e si nutrono della cocciniglia, causandone la morte.

 

Tra gli interventi naturali a sostegno della vite, l’uso delle micorrize sembra essere particolarmente efficace per il territorio montalcinese. Di cosa si tratta?

Montalcino presenta un suolo argilloso e con Ph elevato che, da una parte rende difficoltoso l’assorbimento di fosforo e potassio, dall’altra impedisce alla pianta di penetrare con le radici in profondità e trovare l’acqua in situazioni di siccità. L’uso delle micorrize attenua questi problemi: esse, infatti, amplificano la superficie radicale fino a 600 volte in più di quella della singola radice, consentendo un aumento dell’esplorazione del suolo e, dunque permettendo di accedere più semplicemente all’acqua e facilitando l’assorbimento dei minerali. Inoltre, grazie al contatto delle ife del fungo nel terreno (anastomosi), le viti si scambiano i nutrienti l’una con l’altra e il vigneto diventa una rete di condivisione. Il risultato sono piante più forti e longeve, capaci di resistere a situazioni di stress dovute, ad esempio, alle difficili situazioni climatiche degli ultimi tempi. Il nostro obiettivo finale è che il vigneto sia, alla fine, in grado di autoregolarsi da solo, senza che noi interveniamo più.

 

Uno dei vostri ultimi progetti riguarda insetti che, con la vite, sembrano non avere nulla a che fare: le api.

Le api fanno parte dell’ecosistema: il loro ruolo sarà quello di andare ad omogeneizzare ed equilibrare tutti i componenti del sistema stesso, volando di fiore in fiore – sia quelli selvatici, sia quelli delle viti. Le api come tutti gli altri insetti trasportano anche lieviti e altre sostanze importanti, dando un’impronta ben precisa di identità e terroir del luogo di produzione Si torna sempre al concetto di partenza: l’equilibrio del sistema. La natura ci dà una soluzione per ogni tipo di problema: a noi sta solo rispettarla, sostenerla e, in qualche caso, aiutarla.

 

 

Argiano: the balance is the base of a product that achieves the excellence

There is all the uniqueness of the territory of Montalcino within the wines of Argiano. A bond, the one with the land, that the company considers valuable and which, in recent years, has tried to strengthen: it has done so by choosing a working method that moves away from everything that is chemical and industrial, respecting the balance natural environment and thus aiming at a wine that reflects the soul and identity of the place. We speak with Francesco Monari, Head of Agronomic Management of the winery.

 

Francesco, in recent times we hear a lot about organic wines, attention to climate change, reduction of human impact on the environment. How does Argian, that made respect for the land a philosophy, fit in this context?

For Argiano, the key word is balance: nature is already balance and perfection and we want to respect it, trying to accommodate and not modify the ecosystem and its harmony. We adhere to the disciplinary of biological cultivation but often we go further with regard to the operations of respect for the environment. We stopped trying to force natural processes, choosing to trust them and what they offer us: for this reason, for six years now, we no longer use insecticides (even if of natural origin), responsible for killing not only harmful agents , but all the ecosystem, having, these a wide spectrum of action. To be able to restore the balance it takes tens of years, to destroy it, five minutes are enough. When nature needs a hand, instead of chemicals, we use biological control systems (copper and sulfur) assisted by products such as propolis, zeolite, kaolin, chestnut tannin. Today, biodiversity thanks us; where there is biodiversity, there is balance…and where there is balance there is quality.

 

Is it, therefore, nature itself that comes to the aid of nature?

Exact. For example, we use the method of sexual confusion against the vine moth. We have installed female pheromone dispensers in our vines every 20m3: the male receives hundreds of sexual reminders and becomes confused, thus failing to mate. Instead, to fight the Cocciniglia cotonosa, we use the help of other small living beings: the Anagyrus. The Cocciniglia is an insect that repairs itself inside the cluster, bringing it, then, to soiling. We launch about 1000 individuals of Anagyrus each hectare: this small gnat penetrates inside the cluster and uses Cocciniglia as a substrate for laying its eggs. The eggs become larvae and feed on the cochineal, causing death.

 

Among natural interventions to support the vine, the use of mycorrhizae seems to be particularly effective for the Montalcino area. What is it?

Montalcino has a clayey soil with a high Ph which on the one hand makes it difficult to absorb phosphorus and potassium, on the other hand it prevents the plant from penetrating deeply and finding water in drought situations. The use of mycorrhizae mitigates these problems: they, in fact, amplify the root surface up to 600 times more than that of the single root, allowing an increase in soil exploration and, thus allowing more simple access to water and facilitating mineral absorption. Moreover, thanks to the contact of the fungus hyphae in the soil (anastomosis), the vines exchange nutrients with each other and the vineyard becomes a sharing network. The result is stronger and longer-lived plants, capable of withstanding stressful situations due, for example, to the difficult climatic situations of recent times. Our final goal is that the vineyard is, in the end, able to self-regulate itself, without us intervening anymore.

 

One of your last projects is about insects that, with the vine, seem to have nothing to do: bees.

Bees are part of the ecosystem: their role will be to go to homogenize and balance all the components of the system itself, flying from flower to flower – both wild ones, and those of the vines. Bees like all other insects also carry yeasts and other important substances, giving a very precise imprint of identity and terroir of the place of production. We always return to the starting concept: the balance of the system. Nature gives us a solution for every kind of problem: we just respect it, support it and, in some cases, help it.

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