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Argiano: appunti di vendemmia

Argiano: appunti di vendemmia

Roberto Caporossi, assistente enologo di Argiano, ci racconta di una vendemmia davvero positiva per la cantina di Montalcino

Il 2019 sarà per Argiano uno di quegli anni che non si potrà dimenticare facilmente: una vendemmia positiva, che fa sperare in un’annata davvero speciale.

Roberto, questa per te è la settima vendemmia ad Argiano, arrivata dopo una primavera fredda e piovosa. Come ha influito sulla maturazione delle uve il ritardo consistente dell’arrivo dell’estate?

Abbiamo vissuto un maggio molto freddo che ha chiaramente rimandato le fasi fenologiche della vite: tutto è stato spostato di qualche giorno, almeno una decina, rispetto alla media degli ultimi tempi. Inoltre il freddo primaverile ha inibito l’attacco dei più comuni patogeni (Peronospora in primis, per dirne uno) ottimo per la salubrità della pianta, particolarmente sensibile in questo periodo.

Si parla di ritorno al passato per questa vendemmia. Quanto è vero?

Sono un po’ giovane per fare un’affermazione del genere. Certo è che quest’anno abbiamo avuto un ritardo nella maturazione rispetto alle scorse annate. Altra novità di questo 2019 è stata che la vendemmia si è articolata in uno spazio temporale molto più ampio di quello degli anni precedenti. La raccolta ci ha tenuti occupati da metà settembre a metà ottobre. Il meteo ha giocato a nostro favore. Innanzitutto, c’è stata un’ottima escursione termica che ha permesso di mantenere acidità sostenute. In secondo luogo, la grande stabilità climatica di settembre e ottobre ha fatto sì che ci potesse essere un controllo costante di ogni singolo appezzamento permettendoci di attendere il momento più opportuno per vendemmiare.

Quindi, che vini ci possiamo aspettare dalla vendemmia 2019?

Non penso di sbilanciarmi se dico che si tratterà di un’annata ottima. Oltre che buono, il vino appare già bellissimo alla vista, con una complessità che si lascia già intravedere: sin dall’inizio della vendemmia, infatti, abbiamo notato che i mosti in fermentazione avevano un colore e dei profumi incredibili. Buonissime anche le acidità, superiori ai 5.5 gr./litro, con pH che si aggirano intorno a 3.4. Dati che sono a dir poco da manuale per vini destinati all’invecchiamento, come i nostri. Al momento non saprei cos’altro desiderare di più.

 

Argiano: Harvest notes

Roberto Caporossi, Argiano’s assistant oenologist, tells us that the harvest this year was a very positive experience for the Montalcino’s winery

The 2019 will be, for Argiano one of those years you cannot forget that easily: a very good harvest, which is promising a very special year.

Roberto, this is your seventh harvest in Argiano, came after a very cold and rainy spring. How did that affect the grapes’ ripening?

We had a very cold May that clearly postponed the phenological phases of the vine: everything was delayed additional days, at least ten, compared to the last few years. Also, the springy cold blocked the attack of the most common pathogens (like Downy mildew), this was good for the plant’s health, particularly sensitive in this period.

There is talk of throwback, for this harvest. How true is that?

I am a little too young to say something like this. Anyway, it is true that we had a delay of the ripening compared to the last years. Another news in this 2019 harvest is that it has been extended for longer time than the last years. The harvesting kept us busy from mid September until mid October. The weather was favourable, in fact there was a good temperature range that allowed us to maintain an upheld acidity. In second place, the great climate stability in September and October made a constant control of each and every plot possible, allowing us to wait for the right moment to start the harvest.

So, what kind of wines can we expect from this 2019 harvest?

I do not think to overpromise if I say that this will be an excellent year. The wine is both good at the taste and beautiful at the sight, with a visible complexity: in fact from the beginning of the harvest we noticed that the musts in the fermentation process had an incredible color and scent. The acidity was also good, more than 5.5 grams per litre, with a pH that is 3.4 circa. These are textbook data, for wines made for aging, like ours. Right now, I do not know what more I could want

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