Si tratta di Saturnalia, la app che sfrutta i dati satellitari per valutare la qualità del vino.

L’edizione 2016 dello Space App Camp, che si è svolto quest’anno presso il centro Esa-Esrin di Frascati, è stata vinta da un’applicazione che ruota attorno al vino. In particolare, si tratta di un’app che utilizza i dati satellitari per valutare la qualità del vino.

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Si chiama Saturnalia ed è sviluppata dal team composto da Daniele De Vecchi, Samuel Harrison, Ian Newson, Nick Read; permette agli utenti di eseguire la scansione di una bottiglia di vino e visualizza quindi l’annata migliore per quel particolare tipo di vino. L’analisi si basa sui dati dei satelliti Sentinel-2, Sentinel-3 e sui dati meteorologici; in questo modo vengono fornite informazioni fondamentali sul terreno, sull’atmosfera e sul meteo.
L’app offre inoltre un servizio esclusivo di segnalazione dei vini coltivati in condizioni simili.
E non è finita. Saturnalia, integrando i dati del programma europei denominato “Copernicus“, può aiutare investitori e distributori vinicoli a prevedere la qualità del vino prima dell’imbottigliamento. Il che significa dare la possibilità di comprare il vino “giusto” in anticipo e ad un prezzo inferiore.

Quando si dice innovazione.

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