I dati Federvini parlano di una crescita in valore, segnando una controtendenza italiana.

“Si tratta di dati su cui vale la pena riflettere perché mostrano come il comparto stia ottenendo una decisa attenzione alla qualità delle proprie produzioni. E’ proprio questa la chiave per rimanere competitivi sul mercato, consolidando le posizioni raggiunte nelle nazioni mature e puntare con rinnovata fiducia nei paesi a maggiore crescita. Per questo è necessario agire facendo squadra e operando a livello di sistema per comunicare l’immagine di qualità del Paese e delle nostre produzioni; e per rafforzare un modello commerciale internazionale aperto e privo di barriere”.

Commenta così Sandro Boscaini, Presidente Federvini, la crescita in valore dell’export delle bevande alcoliche italiane, una controtendenza considerando che fino ad oggi erano stati i volumi a registrare un segno positivo. Questo è quello che ci dicono i dati della prima parte del 2018 in relazione ai vari paesi: Polonia +34% a valore, + 13% a volume; Giappone +6% a valore, -4% a volume; Cina +7,7% a valore, -1,9% a volume; Germania +5,5% a volume, -8,8% a valore. Le eccezioni? Gran Bretagna -4,9% contro un -11,7%; Canada stabile in valore, con un 3,9% in volume, forse effetto dell’attesa dell’applicazione dell’accordo CETA; Infine gli USA che segnano una crescita su entrambe le voci: +5%, + 6%. Da segnalare: ottima performance in termini di valore dei vini Dop (+17% negli USA, +10% in Canada, +3,65% in Cina); frenano invece i vini frizzanti (-22% in Canada, -18% in Giappone).