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    Le 3 destinazioni enoturistiche da visitare almeno una volta nella vita

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    Esistono destinazioni enoturistiche che sicuramente vale la pena di vedere almeno una volta nella vita. Luoghi in cui la semplicità della vita di campagna rende unico il nostro viaggio. 

    Viaggiare in Italia alla scoperta dei luoghi dove si produce il vino

    L’Italia nel 2019 ha ospitato 15 milioni di enoturisti (+7% sul 2018). L’incremento del giro d’affari, invece, è stato del 6% passando da 2,5 a 2,65 miliardi di euro (dato preso da XVI Rapporto sul Turismo del Vino in Italia). Nel 2020 le perdite del settore turistico in generale hanno riguardato anche le cantine, in maniera non uniforme da regione a regione e senza considerare la finestra estiva che ha registrato un boom di presenze mai viste.

    La stagione migliore per visitare vigne e cantine? Non c’è una stagione migliore. Piuttosto dipende da cosa sto cercando, che tipo di esperienza voglio fare e quale sono la mie destinazioni enoturistiche. La vigna ed il vino hanno una loro stagionalità ed è quindi bene tenere a mente che se si vuole assistere alle operazioni di vendemmia, ad esempio, è necessario pianificare il viaggio preferibilmente  nei mesi di settembre/ottobre.

    In questa primavera post-anno-Covid, seguendo le ultime disposizioni nazionali e regionali, le cantine, così come le varie strutture ricettive e ristorative, stanno riavviando le loro attività. 

    Ecco quindi 3 destinazioni enoturistiche italiane da non perdere per tutti gli amanti del vino

    1- Franciacorta

    La Franciacorta si trova a dua passi da Milano, tra il bellissimo Lago di Iseo e la provincia di Brescia e delimitata ad ovest dal fiume Oglio e a nord-est dalle Alpi Retiche. Si estende per circa 200 km quadrati, di un paesaggio collinare che deve la sua origine ai ghiacciai che, ritirandosi oltre 10.000 anni fa, hanno creato l’anfiteatro all’interno del quale ha preso vita la Franciacorta. Franciacorta significa bollicine, metodo classico, prevalentemente di uve Chardonnay e Pinot Nero (Pinot Bianco ed Erbamat sono le altre varietà presenti nel territorio). 

    Il nome Franciacorta deriva probabilmente dalle Corti Franche (territorio di libero scambio commerciale chiamato Curtes Francae). La condizione esente dai dazi agevolava i monaci, curatori del territorio, nelle opere di bonifica delle paludi e come stimolo per il commercio.

    Altra ipotesi associa il nome Franciacorta a “piccola Francia”, dove “Curtes” indicava appunto la dimensione dell’area. La storia parla di Carlo Magno, che nel suo viaggio verso la Francia per Natale, restò bloccato in questi territori.

    Franciacorta e Lago d'Iseo
    Franciacorta e Lago d’Iseo
    2- Langhe

    Le sue colline sono patrimonio UNESCO dal giugno 2014, insieme a Roero e Monferrato. Il territorio delle Langhe si trova nella parte bassa del Piemonte, tra Cuneo e Asti e delimitato dai fiumi Tànaro, Belbo, Bòrmida di Millesimo e Bòrmida di Spigno e confinante con l’Astesana, il Monferrato e il Roero. Regno di grandi vini e vignaioli che hanno fatto la storia della viticoltura di questa regione e dell’Italia tutta: Barolo, Nebbiolo e Barbera, ma anche Dolcetto, Pelaverga e Nascetta

    Di seguito le parole di Giudo Piovene, scrittore che negli anni 50 ha descritto il territorio delle Langhe nel suo libro “Viaggio in Italia”:

    Colline su cui prospera stupendo il vigneto, disseminate di castelli, e di aspetto feudale. Vengono incontro con dolcezza, ma l’impressione di dolcezza dura un minuto. Guardandole bene si scorge, come di trasparenza, il loro fondo bianco, eroso, franoso. La loro attrattiva si accresce quanto più si precisa il fondo duro, violento, ma dissimulato da un velo di dolcezza superficiale”

    Vigneti delle Langhe Piemonte
    Vigneti delle Langhe
    3- Montalcino

    Montalcino e Brunello, inscindibile binomio che racconta la storia della tradizione vitivinicola di questo territorio toscano. Una storia nata nel 1820 e legata alla dinastia Biondi Santi. In questo anno Clemente Santi, farmacista, chimico e agricoltore, iniziò la sperimentazione di vitigni di Sangiovese Grosso, selezionando i vigneti più adatti alla produzione e sperimentando nuove tecniche di vinificazione. I suoi vini ebbero un successo inaspettato tanto che ricevettero numerosi premi nelle più importanti selezioni mondiali (Firenze, Londra e Parigi) sancendo la fama del Brunello di Montalcino.

    La zona di produzione si estende all’intero territorio comunale omonimo per circa 24.000 ettari, delimitato dai fiumi Ombrone, Asso ed Orcia. All’interno della denominazione ci sono più di 250 cantine per una produzione di oltre 6,5 milioni di bottiglie all’anno. 

    Montalcino, panorama
    Montalcino, panorama

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