Lo scorso 6 luglio un gruppo di sommozzatori ha rinvenuto in un relitto 30 bottiglie di Champagne vecchie di 200 anni
Un antico tesoro sul fondo del Baltico
Il mare le ha custodite per oltre 200 anni: trenta bottiglie di Champagne, probabilmente le più antiche della storia, sono state rinvenute sul fondo del Baltico, al largo delle isole Åland, a 55 metri di profondità, da un gruppo di sommozzatori. Sono bottiglie di Veuve Clicquot, risalenti approssimativamente al 1780.
Christian Ekström, a capo della squadra di subacquei ha raccontato che sul tappo c'era il simbolo di un'ancora e, dopo alcune ricerche, la Moët & Chandon ha confermato che anticamente la Veuve Clicquot usava questo simbolo per i suoi prodotti ed era l'unica marca di Champagne a utilizzarlo.
Positiva l'analisi dell'enologa
Ella Grüssner Cromwell-Morgan, che ha sottolineato l'eccellenza della conservazione del prodotto, grazie soprattutto all'assenza di luce e alle temperature basse e costanti sul fondo del mare. Lo Champagne ha mantenuto tutte le sue caratteristiche, un colore
colore oro ambrato e un profumo molto intenso, con note di tabacco, ma anche di uva e di frutti bianchi, di rovere e idromele. Il boccato è veramente sorprendente, molto zuccherino ma allo stesso tempo con la giusta acidità. Lo si spiega con il fatto che a quel tempo lo Champagne era molto meno secco di oggi perché non si riusciva a gestire bene il processo di fermentazione, ha spiegato l'enologa.
«La Veuve Clicquot cominciò la sua produzione nel 1772 e le prime annate sono state pronte una decina di anni dopo. Sarebbe bello pensare che queste siano le prime bottiglie prodotte. Sul tappo si riesce a leggere ancora la scritta “Juclar”, i laghi di Andorra da dove proveniva il sughero. Finora il più vecchio Champagne “bevibile” è un Perrier-Jouet del 1825, stappato l'anno scorso da alcuni enologi in Gran Bretagna.
Oltre che enologica potrebbe essere storica
l'importanza di queste bottiglie.«Potrebbe addirittura trattarsi di un dono del re di Francia Luigi XVI alla casa regnante russa», ha spiegato Cromwell-Morgan. «Moët ha trovato documenti che parlano di una spedizione che non arrivò mai a destinazione. Se la data e la provenienza delle bottiglie ritrovate nel Baltico fossero confermate, si tratterebbe del più vecchio Champagne del mondo». E se fosse vero che si tratta proprio del vino che Luigi XVI mandò in Russia, altro che 50 mila euro a bottiglia... «Le bottiglie potrebbero valere diverse centinaia di migliaia di euro l'una».
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