venerdì , 28 luglio 2017
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Metti un Brunello di fronte al Buon Governo di Lorenzetti

Bilancio di Wine&Siena edizione n.2

Se c’è una cosa che non avrei mai immaginato durante le lezioni di storia d’arte delle superiori, è che molti anni dopo sarei riuscita a godere nella stessa stanza del Buon Governo del Lorenzetti e di un bicchiere di Brunello. Invece, la realtà è spesso più imprevedibile della fantasia, come è successo per l’appunto lo scorso weekend quando l’evento Wine & Siena, è riuscito a coniugare gli edifici fulcro della vita storico,artistica, economico e politica della città con assaggi importanti dell’Italia enoica, soprattutto Toscana ma non solo.

E se, come appuntava un produttore, è difficile tenere l’attenzione desta sul vino quando sei ad un metro dal Guidoriccio di Fogliano che in tutto il mondo viene studiato sui libri di arte, l’unione di bellezza visiva e qualità gusto-olfattiva giova, come confermano anche studi di psicologia e neuromarketing che provano come un contesto esteticamente di pregio alzi la godibilità reale del vino assaggiato.

Palazzo Pubblico, Rettorato – il primo edificio in cui sono entrata quando ho messo piede a Siena da studente – ma anche la Rocca, ovvero la Sede storica del Monte dei Paschi, e poi il Continental, fra le strutture ricettive di maggior pregio del territorio; sono stati questi gli ambienti che hanno ospitato l’importante affluenza di visitatori, soprattutto appassionati ma anche operatori e stampa.

E se qualche cosa va certamente aggiustata (la temperatura troppo bassa di Palazzo Pubblico che ha ostacolato la completa fruizione dei vini in mescita, ad esempio o la pausa pranzo che lascia un po’ interdetti), tuttavia i punti a favore di una tale fiera, giunta alla seconda edizione, sono tanti. Fra questi il percepibile entusiasmo che trapelava in una città che da troppo tempo si era privata di eventi di rilievo sul vino pur essendo polo provinciale di 4 delle più importanti Docg italiane.

About Irene Graziotto

“Battezzata con la grappa” – nasce in veneto – , riscopre il vino a Londra grazie alla scrittura. Così decide di affiancare la penna al calice, diventando sommelier. Bianco rosso o rosè, fermo o frizzante, in italiano o in inglese, sulla carta o sul web, per lei il vino deve saper raccontare una storia, deve sedurre: ancora un’altra storia, ancora un altro sorso.

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